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San Cataldo (Ct): progetto per 10 detenuti, realizzeranno vignette che andranno in mostra

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La Sicilia, 4 giugno 2012

 

Proseguiranno fino al prossimo 14 giugno le attività del progetto “Attimi d’Evasione”, laboratorio “cartoonist” promosso alla Casa di reclusione dal vignettista sancataldese Lello Lombardo. Ogni martedì e giovedì, infatti, “Lello Kalos” (questo lo pseudonimo artistico usato da Lombardo) coinvolge dieci detenuti della struttura in lezioni riguardanti il complesso mondo della satira e, in particolare, quella espressa attraverso le vignette.
Le attività, partite il 3 maggio scorso, riguardano anche le caratteristiche di autori famosi contemporanei nazionali quali Altan, Vauro, Forattini. I ristretti che partecipano all’iniziativa vengono stimolati a ricercare una personale elaborazione grafica originale ed a creare vignette su tematiche quali anche il sovraffollamento delle carceri, il servizio sanitario, i colloqui con i familiari, i rapporti con i figli, il reinserimento nella società, la politica e il sistema carcerario, chi sconta una pena per reati commessi da altri.
Il laboratorio viene integrato da lezioni inerenti l’impostazione di un articolo giornalistico, tenute dal direttore de “Il Fatto Nisseno”, dott. Michele Spena. Il progetto “Attimi d’Evasione” si concluderà ufficialmente il 30 giugno prossimo, con un’esposizione all’interno del salone della Casa di reclusione: verranno mostrate le vignette di Sergio Criminisi, direttamente dal court-show di Rai 1 “Verdetto finale”, oltre a quelle dello stesso Lello Lombardo e gli elaborati dei detenuti.
Come spiegato da “Lello Kalos”: “La realizzazione del progetto è stata possibile grazie al dott. Angelo Belfiore, direttore della Casa di reclusione di San Cataldo, il quale insieme all’educatore Michele Lapis ed al cappellano del carcere, padre Enrico, ha creato le condizioni ottimali affinché tale iniziativa andasse in porto”. Riguardo ancora al progetto “Attimi d’Evasione”, Lombardo ha commentato: “Nella vita, a volte, ci ritroviamo a subire le conseguenze per errori che abbiamo commesso nel passato; una società civile, se è veramente tale, deve far sì che chi è veramente convinto di aver sbagliato abbia le condizioni per ripartire verso una giusta via”.

 

 

 

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