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Saluzzo (Cn): "Ri-comincio da me", cortometraggio ispirato alla lettera di un detenuto

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targatocn.it, 15 marzo 2019

 

La "prima" del cortometraggio per la regia di Simona Sanmartino al liceo Bodoni. In evidenza la riflessione sul ricominciare un'altra vita dopo l'errore. "Ri-comincio da me": il titolo del "corto" firmato da Simona Sanmartino, presentato martedì 12 marzo nell'aula Magna del liceo Bodoni, è la traiettoria verso la libertà e una ripartenza che "Alberto", nome di fantasia di un detenuto del carcere Morandi, ha già intrapreso.

Era anonimamente in sala, tra il pubblico alla "prima". Chissà se si è riconosciuto nella storia dove esserne stato l'ispiratore, grazie ad una lettera autobiografica (è stata letta in sala) con la quale ha vinto il concorso "indelebili" dell'Associazione For Family e il relativo premio che ha tradotto il suo testo in cortometraggio. Ora lavora esternamente alla casa penale e fa volontariato: la sua nuova possibilità dopo l'errore, esemplifica il messaggio a cui mira il lavoro della regista.

Nei 20 minuti del film che ha creato emozione, si racconta la confessione di un uomo, rapinatore seriale di istituti bancari che si fingeva impiegato in una concessionaria d'auto e che, dal carcere dopo l'arresto per lui quasi fatale, scrive alla donna che ha amato, Martina all'oscuro di tutto, raccontandole la verità e chiedendole perdono. "Entrando nella doppia vita di quest'uomo ho voluto fare una introspezione psicologica dando evidenza ai sentimenti profondi e prevalenti in questa situazione, alla sua angoscia, al suo essere terrorizzato dietro le sbarre e alla volontà di ritrovare sé stesso, l'autostima che ti rimette in moto dopo l'errore- afferma Simona Sanmartino, alla sua prima esperienza cinematografica da regista, insegnante al liceo Bodoni. "Mi auguro di poter presentare il lavoro a scuole ed associazioni, per creare occasioni di riflessione".

E' sempre importante e utile portare "fuori" la realtà del carcere per farne parlare, le sottolineature di Bruna Chiotti garante comunale nel carcere saluzzese che ha sostenuto la realizzazione del "corto" e del garante regionale Bruno Mellano, presente alla proiezione. Nella panni del rapinatore Matteo Ferreri, attore della "Masca Teatrale" di Fossano e degli "Instabili" di Trinità. La protagonista femminile è invece Monica Giolitti di Busca. Nel cast anche il marito di lei Silvio Oreglia e i due giovani Antonio Crabu e Miriana Arnaudo. Alle riprese cinematografiche Fabio Isoardi e Massimo Aimale di Isofoto (Costigliole), Simona Turina, trucco e parrucco. Le prime scene sono state girate nell'agriturismo "Il nido di Bacco" a Castellar e successivamente a Casa Donatella, alloggio comunale, ex casa del custode, data in gestione all'Associazione Liberi Dentro per offrire ospitalità temporanea a detenuti in permesso premio, lavoro esterno o ai parenti in trasferta per i colloqui.

Come set anche la Castiglia, nella sua dimensione di carcere, quale è stato fino al 1992 e dove sono state ultimate le riprese. Il cortometraggio ha il patrocinio del Comune di Saluzzo, la collaborazione della garante comunale del Morandi e di Liberi Dentro. "Sono molto soddisfatta del lavoro - commenta Sanmartino - e del gruppo unito che si è creato, anche grazie all'emozione della storia raccontata".

 

 

 

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