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Nella riforma penale la sfida per riparare il dolore delle vittime PDF Stampa
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di Valentina Maglione e Bianca Lucia Mazzei


Il Sole 24 Ore, 17 gennaio 2022

 

Entro fine marzo la bozza: incontri con l'autore del reato e mediazioni, già sperimentati in tanti progetti, entreranno nell'ordinamento. Far incontrare l'autore del reato e la sua vittima. Per spiegarsi, con l'aiuto di mediatori penali e facilitatori, riconoscere le motivazioni dell'uno e il dolore dell'altro, fare (o ricevere) delle scuse. E arrivare a dare un senso a quello che è accaduto e, in qualche modo, a superarlo.

È la sfida della giustizia riparativa, il modello di risoluzione dei conflitti che tiene in considerazione non solo il reo, ma anche la vittima, i suoi diritti e il suo dolore. Come la ragazzina maltrattata dai compagni che l'accusano di portare sfortuna che incontra uno dei suoi persecutori per riceverne le scuse. O il piromane (condannato) di Sarno, in provincia di Salerno, che, a fine pena, si confronta con sindaco e cittadini.

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La denuncia: "In cella detenuti positivi insieme con i sani" PDF Stampa
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di Damiano Aliprandi


Il Dubbio, 17 gennaio 2022

 

Gennarino De Fazio, segretario nazionale della Uilpa Polizia Penitenziaria. "Nella stessa cella detenuti positivi conclamati e detenuti sani". La diffusione del Covid 19 ha avuto l'ennesima impennata nelle carceri, e in qualche istituto penitenziario avviene che ai detenuti sani, i quali condividono la cella con i positivi al virus, è consentito di sottoscrivere una dichiarazione con la quale si solleva l'Amministrazione penitenziaria e gli altri Enti da ogni responsabilità in caso di contagio. Di conseguenza, si consente quindi ai detenuti positivi di violare, di fatto, la quarantena. A lanciare l'allarme è Gennarino De Fazio, segretario nazionale della Uilpa Polizia Penitenziaria, il quale commenta anche l'esponenziale aumento dei casi di positività nelle carceri.

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Dossier giustizia da riaprire PDF Stampa
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di Giovanni Bianconi


Corriere della Sera, 17 gennaio 2022

 

Tra il Consiglio di Stato e il Consiglio superiore della magistratura è in atto una sfida che mette in chiaro l'intreccio di questioni che si è creato negli ultimi anni. La sfida in atto tra il Consiglio di Stato e il Consiglio superiore della magistratura può aiutare a mettere in chiaro, per chi volesse vederlo, l'intreccio di questioni che hanno avvelenato il sistema della giustizia negli ultimi tre anni. Con cadenze e modalità quantomeno sospette, i giudici amministrativi di secondo grado hanno annullato le più importanti nomine fatte dall'organo di autogoverno delle toghe, che dalla primavera 2019 si barcamena tra scandali, dimissioni e tentativi non riusciti di riacquistare credibilità. Per responsabilità proprie e di chi, dall'esterno, vorrebbe approfittare della crisi per rimodellare a proprio piacimento l'autonomia e l'indipendenza dei giudici.

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Cassazione decapitata, il Csm punta di nuovo su Curzio e Cassano PDF Stampa
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di Davide Varì


Il Dubbio, 17 gennaio 2022

 

La sentenza del Consiglio di Stato non scalfisce il Csm che oggi pomeriggio voterà di nuovo per Pietro Curzio e Margherita Cassano. Ma il clima è teso. Corsa contro il tempo, per il Consiglio superiore della magistratura, alla ricerca di una via d'uscita "onorevole" dopo l'annullamento delle nomine dei vertici della Cassazione. Si riunirà infatti oggi nel primo pomeriggio in presenza, la Quinta commissione del Csm che si occupa di incarichi direttivi, per trovare una soluzione dopo la dichiarazione di illegittimità - che di fatto ha "decapitato" il Palazzaccio - delle delibere di palazzo dei Marescialli che nel luglio 2019 aveva nominato Pietro Curzio come Primo presidente della Suprema Corte, e Margherita Cassano come sua "vice", vetta mai prima raggiunta da una donna magistrato.

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Al Csm verso la riconferma di Curzio e Cassano, ma Unicost si mette di traverso PDF Stampa
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di Giuliano Foschini e Liana Milella


La Repubblica, 17 gennaio 2022

 

Dopo la bocciatura del Consiglio di Stato, corsa contro il tempo per un nuovo voto prima dell'apertura dell'anno giudiziario di venerdì davanti a Mattarella. Il sindacato dei consiglieri di Stato nega il conflitto d'interesse del giudice estensore. Il presidente del Cds Patroni Griffi non fu avvisato della sentenza, all'oscuro anche il Quirinale.

Una corsa contro il tempo. Che però non è ancora detto vada a buon fine. Anche se al Csm l'intenzione di "quasi" tutti è quella di procedere subito alla riconferma del primo presidente della Cassazione Pietro Curzio e della sua vice Margherita Cassano. Entrambi bocciati da due sentenze del Consiglio di Stato che venerdì sono piovute a sorpresa sul tavolo degli interessati e del Csm. Tanto a sorpresa che perfino il Quirinale lo ha appreso dalle agenzie. E non ne era al corrente il presidente del Cds Filippo Patroni Griffi, scelto dai colleghi come prossimo giudice costituzionale e in procinto di lasciare il testimone all'ex ministro berlusconiano Franco Frattini. L'estrema rilevanza delle due sentenze - che lasciano acefalo il vertice della magistratura italiana proprio alla vigilia della tradizionale cerimonia di apertura dell'anno giudiziario - avrebbe certamente giustificato - se non altro per ragioni di pura cortesia istituzionale - che il Colle ne fosse al corrente. Tanto più che proprio la votazione per Curzio, a luglio del 2020, era avvenuta nelle sale del Quirinale alla presenza di Mattarella.

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