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Rossano (Cs): detenuto trasferito in ospedale muore dopo poche ore

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Corriere Salentino, 14 marzo 2019

 

Muore a distanza di poche ore dal ricovero per una sospetta broncopolmonite. E ora i familiari di Andrea Cavalera, 41enne di Gallipoli, detenuto nel carcere di Corigliano-Rossano (in provincia di Cosenza), chiedono verità e giustizia su un decesso a loro dire inspiegabile. Il caso è finito all'attenzione dell'avvocato Angelo Ninni che, nelle prossime ore, chiederà alla Procura di Castrovillari (competente per territorio) di eseguire l'autopsia sul corpo del 41enne dopo il sequestro delle cartelle cliniche.

La tragedia si è consumata nella giornata di ieri nel rapido volgere di poche ore. Intorno alle 10 Cavalera è stato trasportato in ambulanza presso l'ospedale di Rossano Calabro per difficoltà respiratorie acute. Alle 11.30 sarebbe emersa una broncopolmonite acuta.

Dopodiché sarebbero subentrate difficoltà respiratorie dell'85% per un'infezione ai polmoni. Alle 12 Cavalera è entrato in rianimazione da dove non sarebbe più uscito. In serata, poco dopo le 20.45, l'avvocato della famiglia ha ricevuto la comunicazione che il proprio assistito era morto. Tante le domande che aleggiano su questa tragedia. Come mai le condizioni di salute dell'uomo si sono aggravate così velocemente? Possibile che i problemi di salute si siano manifestati in poche ore?

Fedele si trovava detenuto nel carcere di Corigliano-Rossano da ottobre quando era stato trasferito da Borgo "San Nicola" per motivi di sovraffollamento nel penitenziario alle porte di Lecce. Stava bene in salute. Solo un pò in sovrappeso. E il 17 febbraio, nel corso dell'ultimo colloquio con il suo avvocato, Cavalera non aveva manifestato alcun problema particolare.

Tra l'altro il fine pena era molto vicino. Recluso nel reparto detenuti comuni doveva scontare un altro anno per detenzione d'arma e lesioni. Per il momento non è stata sporta alcuna denuncia. Ma i familiari di Cavalera non si capacitano per una morte tanto rapida quanto inattesa su cui, a breve, sarà chiamata a pronunciarsi la Magistratura.

 

 

 

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