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Rischio riapertura Opg, per la tutela della salute mentale uscire dalla logica dei manicomi

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di Raffaele Gaetano Crisileo

 

appianews.it, 14 giugno 2017

 

Il disegno di legge "Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all'ordinamento penitenziario", approvato al Senato e ora in discussione alla Camera, se confermato, rischia di riaprire la stagione degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (Opg).
Verrebbe in pratica ripristinata la vecchia normativa disponendo il ricovero di detenuti nelle Residenze per le Misure di Sicurezza (Rems) come se fossero i vecchi Opg. In altre parole le Rems rischiano di diventare a tutti gli effetti i nuovi Opg e smentiscono la riforma che ha chiuso di recente gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.
Ci riferiamo alla legge n. 81 del 2014 che vede, nelle misure alternative alla detenzione, costruite sulla base di un progetto terapeutico riabilitavo individuale, la riposta da offrire. Concordiamo con la linea di pensiero di coloro che sostengono che gli Opg sono stati chiusi e non possono essere riaperti sotto una nuova e mentita spoglia. Molte associazioni stanno effettuano delle staffette del digiuno ora che questo Ddl è in discussione alla Camera, per fare in modo che la norma che riguarda lo specifico settore venga prima stralciata e poi eliminata.
Condividiamo anche la linea dell'ex Commissario unico per il superamento degli Opg che ha avviato, da metà di aprile scorso, la staffetta del digiuno che si protrarrà fino alla conclusione del dibattito di questo Disegno di Legge attualmente in discussione alla Camera. Lo slogan "Io Digiuno" portato avanti da questo significativo e consistente movimento di pensiero sta raccogliendo adesioni da ogni parte perché nobile e chiara è la sua finalità: non devono tornare gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.
Questo Ddl deve rispettare la ratio ispiratrice del legislatore e le Rems - pensate proprio come alternativa agli Opg e dunque alla logica manicomiale - rischiano invece (ora e purtroppo) di "diventare i nuovi Opg" come ha più volte dichiarato il Movimento "StopOpg" che ha lo scopo di evitare che ciò accada di nuovo. Gli Opg, chiusi da poco, non debbono tornare in vita sotto il nome di Rems; queste deve essere delle residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza detentive sorte per superare il sistema manicomiale a favore di programmi ad personam e non sono un posto in cui rinchiudere chi non si sa dove mettere solo perché non può stare in carcere. Così facendo esse tornerebbero ad essere degli Opg dove rinchiudere i malati mentali "socialmente pericolosi". Il conseguente sovraffollamento renderebbe impossibile i trattamenti terapeutico-riabilitativi che sono la base del superamento della logica manicomiale, dunque dei diritti della persona e alla salute per cui si è tanto lottato e si sta ancora lottando. "Come più volte affermato - come si legge sul sito www.stopopg.it - se il problema che si vuol risolvere con l'emendamento è garantire l'assistenza sanitaria ai detenuti, troppo spesso impedita dalle drammatiche condizioni delle carceri, la soluzione è ben altra".
Concordiamo con chi sostiene che "Occorre qualificare e implementare nelle carceri i programmi dei dipartimenti di salute mentale, di prevenzione e di presa in carico delle persone con problemi di salute mentale, anche attraverso le sezioni di osservazione psichiatrica e le previste articolazioni psichiatriche nelle carceri stesse (con strutture e personale adeguato e formato). Ma soprattutto incentivare le misure alternative alla detenzione".
Tutto ciò perché le Rems non devono diventare il contenitore unico per i "folli rei e per i rei folli", riproducendo all'infinito la logica manicomiale". Ecco perché secondo noi - correttamente - il Comitato mantiene aperta la mobilitazione, sia in vista della ripresa del dibattito alla Camera sul disegno di legge, sia perché la riforma per il superamento degli Opg abbia successo".

 

 

 

 

 

 

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