Venerdì 26 Maggio 2017
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Riforma penale. Bocciati tutti gli emendamenti contro Skype ai super boss

PDF Stampa
Condividi

di Eduardo Meligrana

 

Il Fatto Quotidiano, 19 maggio 2017

 

Dopo il sì della Commissione Giustizia al ddl Orlando via Arenula rassicura ancora: "Non riguarderà i detenuti al 41 bis". Ma le associazioni delle vittime protestano. Nomi di boss del calibro di Salvatore Messina Denaro (fratello di Matteo), Vito e Mariuccio Brusca, Mario Santafede, Antonio e Giuseppe Trigida, potrebbero beneficiare di alcune nuove disposizioni del disegno di legge di iniziativa governativa "Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all'ordinamento penitenziario", approvate dalla commissione Giustizia della Camera, dopo il voto di fiducia al Senato.


Sono stati respinti, infatti, tutti gli emendamenti, decine, delle opposizioni che miravano a scongiurare - con una formulazione meno vaga di quella del ddl - anche l'utilizzo di sistemi audiovisivi, tipo Skype, da parte di criminali sottoposti al 41 bis o in regime di alta e media sicurezza "per favorire le relazioni familiari" direttamente dal carcere.
A lanciare l'allarme su quello che potrebbe prospettarsi come una sorta di teleworking criminale è l'associazione "Vittime del Dovere" che rap- presenta i familiari di giudici, agenti, carabinieri uccisi o feriti. Il presidente Emanuela Piantadosi mette in guardia: "Non vogliamo che nessuna legge italiana favorisca le relazioni familiari di 'ndranghetisti, camorristi, mafiosi o terroristi. Così come è formulata la norma non esclude la possibilità ai soggetti sottoposti al 41 bis di poter usufruire di collegamenti audiovisivi e peggio ancora a quanti si trovano in regime di alta sicurezza, nemmeno citati".
A finire sotto la lente d'ingrandimento è un inciso del comma 85 dell'unico articolo del testo che approderà in aula a Montecitorio: "Fermo restando quanto previsto dall'articolo 41bis". La formulazione, così delineata, non supera inequivocabilmente la prospettiva che i nuovi tipi di comunicazione audiovisiva possano essere estesi ai più efferati criminali, i quali potrebbe- ro continuare a dettare ordini a familiari e gregari dalle loro celle di sicurezza. Il 41 bis non esclude infatti incontri o colloqui telefonici con i propri congiunti e il passo all'utilizzo di diverse modalità di comunicazione, anche audiovisive, potrebbe essere breve.
Il Ministro della Giustizia Orlando dichiarò il 29 marzo al Fatto: "È una questione che approfondiremo", mentre dai suoi uffici arrivavano rassicurazioni: "Si tratta di una delega, la legge è tutta da scrivere, la possibilità d'introduzione di strumenti audiovisivi, Skype compreso, non potrà riguardare i detenuti al 41bis". Posizione ribadita anche da Donatella Ferranti (Pd), presidente della commissione Giustizia: "I rischi paventati sono infondati".

 

 

 

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it