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Riforma delle carceri: lite tra i penalisti di Napoli e il Sottosegretario Migliore

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di Viviana Lanza


Il Mattino, 14 novembre 2017

 

Il tono è stato severo, la replica dura. Il sottosegretario alla Giustizia Gennaro Migliore ha bacchettato l'intervento del presidente della Camera penale di Napoli, Attilio Belloni. "Sfiora la calunnia" ha affermato il rappresentante del governo.

L'occasione è statala giornata della legalità della pena in cui è stata presentata la guida aggiornata su diritti e doveri dei detenuti. I temi dibattuti sono stati quelli della situazione nelle carceri, dell'esecuzione penale e della riforma dell'ordinamento penitenziario, la cosiddetta "riforma Orlando".

È stato Belloni il primo a prendere la parola, elencando dati sul sovraffollamento secondo cui in Campania si registrano 1.142 detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare, con Poggioreale a quota 2.219 a fronte di 1.637 e il boom di detenuti in attesa di giudizio, e soprattutto in attesa di un processo di primo grado, e di indennizzi per ingiusta detenzione (300 a Napoli con una spesa complessiva di 4 milioni di euro).

"È di nuovo emergenza e mi preoccupa - ha aggiunto l'avvocato Belloni - il ritardo con il quale il Ministero sta redigendo i decreti attuativi della riforma Orlando. Non vorrei che fosse un ritardo finalizzato alla scadenza della delega e spero che il sottosegretario ci assicuri che così non è". E ha segnalato le criticità in tema di esecuzione penale: "Dovrebbe essere il terreno principale sul quale investire" ha detto, elencando le disfunzioni del Tribunale di Sorveglianza di Napoli dove "per assumere un'informazione ai terminali, nonostante il presidente Pangia si attivi in tutti i modi per la soluzione dei problemi, facciamo un'ora e mezza di fila per sapere se è stata presa una decisione, e la prima udienza viene normalmente rinviata perché non ci sono le informazioni".

I penalisti in platea hanno annuito con un applauso, il presidente del Tribunale di Sorveglianza Adriana Pangia ha confermato parlando di "disfunzioni, fascicoli che non si trovano, attese per avere notizie, la mancanza di un front-office" e assicurando che "è allo studio un programma per consentire ai difensori interessati di verificare le notizie estensibili".

Poi è arrivata la dura replica del sottosegretario alla Giustizia: "L'avvocato è disinformato, gli do qualche informazione in più - ha ribadito Migliore - Ciò che è stato fatto dal punto di vista normativo ed economico non ha precedenti negli ultimi trent'anni".

Migliore ha sottolineato gli interventi normativi, "sono provvedimenti strutturali e non spot": la messa alla prova, l'approvazione del nuovo ordinamento penitenziario a completamento di una riforma che risale al 1975, l'aumento della paga dei lavoratori in detenzione, le ulteriori 900 assunzioni nella polizia penitenziaria, il potenziamento allo studio di assistenti sociali e psicologi.

"Sfiora la calunnia - ha ribadito, parlando dell'intervento del rappresentante dei penalisti - nel dire che c'è l'intento volontario di ritardare l'attuazione dei decreti. I decreti di delega ci sono, una parte consistente dei decreti ha già il concerto del garante nazionale ed è ora all'approvazione del Consiglio dei ministri e altri decreti saranno consegnati di qui a qualche giorno. Il nostro intento - ha concluso il sottosegretario ponendo l'accento sul lavoro delle commissioni - è di accelerare i tempi, non abbiamo interesse di attendere passivamente la conclusione della legislatura".

Alla dura replica del sottosegretario alla Giustizia, la camera penale di Napoli ha risposto con un comunicato: "Il tono è inaccettabile. La Camera Penale - si legge - rivendicando il proprio ruolo di garante in difesa dei detenuti, invita per l'ennesima volta il ministero della Giustizia ad adottare ogni provvedimento utile alla risoluzione delle annose e ormai croniche problematiche legate all'esecuzione penale fornendo al Tribunale di Sorveglianza di Napoli i mezzi e le risorse necessari".

Nessuno dei relatori ha negato i problemi legati a sovraffollamento e al rispetto dei diritti in carcere. Tutti hanno lodato l'iniziativa della guida che, tradotta in cinque lingue e distribuita nelle carceri, illustrale regole e le tutele previste nella vita dietro le sbarre. L'opera è stata dedicata alla memoria di Adriana Tocco, la garante per i diritti dei detenuti deceduta nei mesi scorsi.

La sua eredità è stata raccolta da Samuele Ciambriello intervenuto al dibattito assieme ai rappresentanti de "Il Carcere Possibile Onlus" presieduto dall'avvocato Sergio Schlitzer e della Commissione studio che ha lavorato alla guida, presieduta da Monica Mirante, magistrato di Sorveglianza, e composta dagli avvocati Elena Cimmino, Sabina Coppola, Angelo Mastrocola e Carla Maruzzelli. Sono intervenuti, inoltre, l'avvocato Salvatore Impradice per l'Ordine degli Avvocati, l'avvocato Riccardo Polidoro per l'Osservatorio carcere delle Camere penali e componente di una delle Commissioni al lavoro per il Ministero, Rita Bernardini dei Radicali, il dirigente del Dap Domenico Schiattone.

 

 

 

 

 

 

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