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Reato di evasione con il solo allontanamento volontario e arbitrario dal luogo di restrizione

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Il Sole 24 Ore, 3 dicembre 2018

 

Reati contro l'amministrazione della giustizia - Delitti contro l'autorità delle decisioni giudiziarie - Evasione - Arresti domiciliari - Volontà di tornare in carcere - Mancata comunicazione preventiva - Sussistenza del reato - Irrilevanza. Ai fini dell'integrazione del reato di evasione dagli arresti domiciliari è irrilevante la dichiarazione, resa dal soggetto che si sia volontariamente allontanato dal luogo di restrizione e che sia stato tratto in arresto nella pubblica via, di volersi recare alla stazione dei Carabinieri per essere ricondotto in carcere, senza preventiva comunicazione alla autorità preposta al controllo della misura. Tale condotta omissiva non consente infatti né di stabilire il momento di allontanamento dal luogo degli arresti né di escludere il dolo generico proprio del suddetto reato, consistente nella consapevolezza di violare la misura cautelare in atto mediante il semplice allontanamento dal proprio domicilio.

• Corte di cassazione, sezione VI penale, sentenza 22 novembre 2018 n. 52681.

 

Reati contro l'amministrazione della giustizia - Delitti contro l'autorità delle decisioni giudiziarie - Evasione - Allontanamento dagli arresti domiciliari - Presentazione presso Forze di polizia per farsi condurre in carcere - Reato - Configurabilità - Fattispecie. Integra il reato di evasione previsto e punito dall'articolo 385 del codice penale qualsiasi condotta di volontario allontanamento dal luogo degli arresti domiciliari, in difetto di previa autorizzazione da parte della competente A.G., comportando la lesione dell'interesse protetto dalla norma incriminatrice al rispetto dell'autorità delle decisioni giudiziarie, non assumendo alcun rilievo, in senso contrario, né la durata o la distanza dello spostamento, né i motivi alla base della determinazione del soggetto agente.

• Corte di cassazione, sezione VI penale, sentenza 2 marzo 2016 n. 8614.

 

Reati contro l'amministrazione della giustizia - Delitti contro l'autorità delle decisioni giudiziarie - Evasione - Misura coercitiva domiciliare cautelare - Reato istantaneo - Dolo generico - Allontanamento non autorizzato. La fattispecie criminosa della evasione da una misura coercitiva domiciliare cautelare o esecutiva (ma lo stesso è a dirsi anche per l'evasione da un istituto carcerario) costituisce un reato istantaneo punito a titolo di dolo generico. Ogni volontario e arbitrario "allontanamento" dal luogo di restrizione domestica realizza e perfeziona il reato di evasione, non richiedendosi a tal fine né che l'abbandono della dimora divenga definitivo, né che il comportamento del soggetto agente risulti privo di animus revertendi. Il reato si consuma con qualsiasi deliberato allontanamento non autorizzato dal luogo degli arresti domiciliari, non assumendo nessun rilievo la durata dell'allontanamento o assenza domestica, la distanza dello spostamento ovvero i motivi che abbiano indotto l'agente a eludere la vigilanza sullo stato custodiale.

• Corte di cassazione, sezione VI penale, sentenza 3 aprile 2015 n. 14037.

 

Evasione -Art. 385 c.p. - Dolo generico - Arresti domiciliari - Aree di uso esclusivo - Parti integranti dell'abitazione - Limitazione - Pertinenze - Esclusione - Configurabilità del reato. In tema di evasione dagli arresti domiciliari, agli effetti dell'articolo 385 c.p., deve intendersi per abitazione il luogo in cui la persona conduce la propria vita domestica e privata con esclusione di ogni altra appartenenza (aree condominiali, dipendenze, giardini, cortili e spazi simili) che non sia di stretta pertinenza dell'abitazione e non ne costituisca parte integrante, al fine di agevolare i controlli di polizia sulla reperibilità dell'imputato, che devono avere il carattere della prontezza e della non aleatorietà. (Fattispecie in cui l'imputato, all'atto del controllo, si trovava in uno spazio condominiale esterno alla sua abitazione e proveniva da un altro appartamento).

• Corte di cassazione, sezione VI penale, sentenza 2 febbraio 2015 n. 4830.

 

Reati contro l'amministrazione della giustizia - Delitti contro l'autorità delle decisioni giudiziarie - Evasione - In genere - Soggetto agli arresti domiciliari - Trasferimento di residenza non autorizzato dagli organi di vigilanza - Configurabilità del reato - Sussistenza - Fattispecie. Integra il delitto di evasione dagli arresti domiciliari anche il mero trasferimento di residenza, laddove esso sia stato effettuato dal detenuto senza darne comunicazione e senza aver ottenuto la necessaria autorizzazione da parte degli organi di vigilanza.

• Corte di cassazione, sezione VI penale, sentenza 17 dicembre 2010, n. 44504.

 

 

 



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