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Razzismo e hate speech on line: un libro ci spiega come contrastarli

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di Riccardo Noury

 

Corriere della Sera, 20 novembre 2018

 

La copertina dice quasi tutto. Il libro, quasi 200 pagine preziose, stimolanti e ricche di annotazioni, toglie il "quasi". Lo ascoltate nel pigro chiacchiericcio dei treni, nel livore dei passeggeri degli autobus, nei bar o in taxi, nelle telefonate ai programmi radiofonici. Lo leggete sempre più spesso sui social media. Si chiama "hate speech": odio online, razzismi 2.0, azioni e linguaggi violenti sul Web. La cultura convergente e la partecipazione, caratteristiche insite nel social media, diffondono e normalizzano sempre più contenuti dichiaratamente ostili o violenti, tra deresponsabilizzazione degli utenti e banalizzazione delle pedagogie d'odio.

Stefano Pasta, dottore di ricerca in Pedagogia, è assegnista presso il Centro di Ricerca sull'Educazione ai media dell'Informazione e alla Tecnologia (Cremit) dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, è esperto d'interventi a contrasto delle discriminazioni, e in particolare della presenza di rom e sinti in Italia, su cui ha realizzato la guida multimediale "Giving memory a future".

Nel 2011 ha vinto per l'Italia il premio "EU journalism Award - Together against discrimination!" della Commissione Europea. Ora, nel suo "Razzismi 2.0. Analisi socio-educativa dell'odio online", Pasta descrive le diverse forme di razzismo (alcune di ritorno, favorite dalla mediazione di uno schermo e di una tastiera ma persino ostentate, altre nuove) presenti sui social media, scarsamente e inadeguatamente sanzionate.

Se un'associazione che dal 1961 lotta per l'affermazione della libertà d'espressione, come Amnesty International, si sta interessando al fenomeno attraverso una task force sull'hate speech e tavoli di esperti per individuare strategie e comportamenti per contrastare l'odio, vuol dire che siamo di fronte a un problema serio.

Parole ieri impronunciabili vengono pronunciate, vocabolari offensivi vengono in soccorso di chi cerca espressioni per esprimere il suo astio. Il tutto amplificato da un'eco (maiuscolo e genere femminile, perché Eco aveva già preannunciato come sarebbe andata a finire sulla Rete) che rimbalza e propaga frasi intrise di odio contro vecchie e nuove minoranze. Pasta spiega i meccanismi che assecondano la diffusione dell'odio on line ma dedica molto spazio all'analisi di buone pratiche per contrastarlo. L'analisi è sociologica, la proposta è educativa e risponde ad alcuni attuali interrogativi: come si risponde all'odio verso l'altro? Come si crea la responsabilità per l'uso del linguaggio? Come promuovere gli anticorpi presenti nella Rete e l'attivismo digitale?

Un testo da non perdere, per non perdersi nell'odio e nel razzismo 2.0. "Razzismi 2.0. Analisi socio-educativa dell'odio online" (Scholé-Morcelliana, 2018), con prefazione di Pier Cesare Rivoltella, direttore del Cremit (Centro di Ricerca sull'Educazione ai media dell'Informazione e alla Tecnologia) dell'Università Cattolica, e con postfazione di Milena Santerini, direttrice del Centro di Ricerca sulle Relazioni Intercultuali dell'Università Cattolica.

 

 

 

 

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