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Ravenna: convegno "Verso l'umanizzazione della pena: il punto su situazione carceraria"

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www.ravennatoday.it, 18 febbraio 2014

 

Si è svolto ieri in municipio l'incontro pubblico dal titolo "Verso l'umanizzazione della pena: il punto sulla situazione carceraria" alla presenza del sindaco Fabrizio Matteucci, del Prefetto Fulvio della Rocca, del questore Mario Mondelli, dell'assessora alle politiche sociali Giovanna Piaia, della direttrice del carcere di Ravenna Carmela Di Lorenzo, del presidente Idio Baldrati e dei componenti della commissione consiliare 2, e da rappresentanti del mondo del volontariato che a vario titolo si occupano della condizione dei carcerati e di disagio sociale.

Il tema dell'incontro è stato affrontato dal provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria, Pietro Buffa, e dalla Garante regionale delle persone private della libertà personale Desi Bruno dopo l'intervento di apertura del sindaco. Il provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria, Pietro Buffa ha affrontato il tema sotto il profilo giuridico costituzionale indicando nel rispetto della innata dignità delle persone l'obiettivo delle iniziative che, gradualmente, si stanno mettendo in campo per migliorare il clima relazionale dentro le carceri, come ad esempio le esperienze lavorative di pubblica utilità. È questa una delle condizioni che, se sviluppata, consentirebbe al detenuto di recuperare la socialità a partire dalla percezione dell'esistere degli altri, attenuando il sentimento di isolamento e alienazione che caratterizza la vita in cella. Per tale ragione il provveditore Buffa ha citato il protocollo siglato di recente fra il presidente della Regione Vasco Errani e il ministero della Giustizia che prevede fondi e azioni significative per migliorare la condizione carceraria.

La Garante Desi Bruno entrando nel merito della situazione del carcere di Ravenna, dopo averlo visitato, ha affermato che, seppur in sovraffollamento, è tra le situazioni meno problematiche della regione soprattutto dal punto di vista delle relazioni con la direzione e il personale di custodia. L'aspetto più critico che viene denunciato dagli stessi detenuti è il ritardo con cui vengono decise le istanze da parte del giudice di Sorveglianza. La garante ha invitato a continuare la strada intrapresa di raccordo fra istituzioni locali, volontariato e direzione carceraria, per le attività già avviate con i lavori di pubblica utilità (pulizia delle spiagge) e del laboratorio di pasticceria che sta per nascere in via Port'Aurea.

Un aspetto questo che è stato rimarcato anche dal prefetto Fulvio della Rocca che ha auspicato uno sviluppo delle iniziative in tale direzione come opportunità di redimersi offerta a coloro che stanno scontando la pena. "La grande sinergia tra carcere e città - ha detto l'assessora Piaia che ha presieduto l'incontro - è incrementata da una proficua collaborazione tra Direzione, Polizia Penitenziaria, Comune e Volontariato. Su tutto il sistema carcerario pende comunque la condanna di Strasburgo per il trattamento inumano e degradante e sono concessi all'Italia ancora pochi mesi per evitare il pesante sanzionamento pecuniario".

 

Sindaco Matteucci: contrario all'indulto e all'amnistia

 

Per il sindaco, "la detenzione in carcere deve essere limitata ai reati più gravi mentre vanno incrementate le pene alternative, le pene pecuniarie e interdittive, gli strumenti risarcitori e conciliativi". Il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, elogia la direttrice del carcere di Ravenna, Carmela Di Lorenzo. Arrivata alla casa circondariale di Port'Aurea nell'agosto del 2009, ricorda il primo cittadino, per prima cosa diede finalmente attuazione, dopo due anni, alla mia ordinanza che definiva gli interventi minimi indispensabili dal punto di vista igienico-sanitario". Quindi, prosegue il sindaco, "ha creato un "clima interno più normale".

"Ha realizzato belle iniziative con il Ravenna Festival e per Natale, con la festa per i figli dei detenuti - aggiunge Matteucci. E poi la bella esperienza di "Dante in carcere". Il sindaco sottolinea che Di Lorenzo "ha raddrizzato il rapporto con il mondo esterno al carcere e con i volontari". Ma non è tutto rose e fiori: Matteucci evidenzia "il problema del sovraffollamento dei detenuti, delle drammatiche carenze di organico, della fatiscenza delle strutture. Vedremo se il nuovo Governo sarà in grado di affrontare questa situazione".

Secondo il primo cittadino, "l'Italia ha bisogno di una riforma della giustizia civile, amministrativa e penale. La riforma della giustizia deve produrre l'accorciamento dei tempi medi delle sentenze, la modernizzazione dei tribunali, la riduzione dei riti e la certezza di esecuzione della pena. Va affrontata la scandalosa questione delle condizioni di vita nelle carceri: la riforma della Bossi-Fini e della Giovanardi, la riforma della custodia cautelare, l'implementazione di sistemi alternativi alla detenzione".

Per il sindaco, "la detenzione in carcere deve essere limitata ai reati più gravi mentre vanno incrementate le pene alternative, le pene pecuniarie e interdittive, gli strumenti risarcitori e conciliativi". Matteucci si dice "contrario all'abolizione dell'ergastolo, cosa di cui ogni tanto si parla: per uno come Totò Reina non riesco a immaginare una pena più indulgente. Il contrasto della criminalità deve investire molto sull'effettività della pena. Sono anche contrario all'indulto e all'amnistia". "Pensare di affrontare il problema dello svuotamento delle carceri con un provvedimento di clemenza ogni sette anni trasformerebbe questo strumento eccezionale in una sorta di condono mascherato, risolvendo l'emergenza carceraria soltanto per qualche mese e senza garantire ai territori e ai Comuni di impostare progetti di reinserimento per evitare la recidiva", conclude il primo cittadino.

 

 

 



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