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"Pagare per riparare il danno, evitando il carcere". È scontro frontale

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di Marzio Fatucchi

 

Corriere Fiorentino, 13 febbraio 2018

 

Tecnicamente, è la "riforma dell'ordinamento penitenziario". Per chi l'ha voluta - il governo a trazione Pd - uno strumento per velocizzare la giustizia, evitare il carcere inutile, risarcire subito le vittime. Per i detrattori - soprattutto la Lega, ma anche il M5S - uno "svuota carcere e salva ladri". In realtà, è un tema complesso e variegato che risponde anche ad alcune "condanne" da parte della Corte di giustizia europea sulle condizioni delle nostre carceri. Ma perché lo scontro? Il motivo di questi giorni è perché un decreto attuativo della legge è passato dalle commissioni di Camera e Senato, che devono dare un parere.

Le polemiche ruotano intorno soprattutto a due norme. La prima riguarda la "giustizia riparativa". Cioè, per i reati che vanno valutati dal giudice monocratico, lo stesso può chiudere il processo se l'accusato ripara il "danno" fatto. Per i detrattori, un modo per rendere inutile il principio di coazione, la "paura della condanna" che limita i reati.

Per i sostenitori, la pena in quanto tale distoglie solo il 10% dei possibili criminali, si alleggerirebbero i tribunali e i danneggiati vedrebbero subito "giustizia", almeno monetaria. Il punto, forse, sono i reati: all'inizio c'erano anche le minacce semplici, uno stalker "leggero", solo sms ad una donna, se l'è cavata con 1.500 euro. Per questo, lo stalking è stato tolto dai reati della giustizia riparativa.

L'altro tema, generale, è quello dell'estensione dell'uso di misure alternative ai condannati: per aumentare l'uso di queste misure, è stata alzata l'asticella, si possono usarle per le condanne fino a quattro anni. Il tutto accompagnato con misure che aumentino le possibilità e gli strumenti di un reinserimento sociale di chi ha commesso quei reati. La norma è stata contestata da destra, soprattutto dalla Lega nord, ma anche dal M5S, assieme ad alcuni sindacati della polizia (Sappe per tutti). Il Pd invece, ma anche molte associazioni che si occupano di carcere, hanno difeso i provvedimenti.

 

Davide Ermini (Pd): "Le critiche? Solo slogan. Norme utili e ce lo chiede l'Europa"

 

David Ermini, Lega e M5S attaccano il Pd ed il vostro governo per alcuni provvedimenti presi sulla riforma carceraria, definendoli "Salvaladri".

"La Lega dovrebbe guardarsi in faccia: le pene per furti rapine e scippi le abbiamo aumentate noi. Loro le avevano lasciate così basse che nessuno andava in galera. E sempre la Lega ha pure voluto una legge sulla prescrizione per cui centinaia e centinaia di processi sono finiti lasciando impuniti un sacco di delinquenti".

 

La contestazione è: avete aumentato la possibilità per chi commettere reati di non andare in carcere.

"Ci adeguiamo alle normative europee. Ricordo che l'Italia è stata condannata per i trattamenti disumani nelle carceri. Certo, questo non toglie che ci sia un problema sulla certezza della pena. L'obiettivo è che non si mettano insieme gli sconti di pena "secchi", dati al momento del processo, con le misure alternative alla detenzione che vengono date alla fine della pena. Se ad una persona diamo uno sconto della pena di un terzo perché fa il processo abbreviato, e poi diamo misure alternative, di pena ne sconta poco. Ma a chi ha dato prova di volersi rieducare, dobbiamo dare pene alternative".

 

Quale, per voi, la ratio di questi provvedimenti?

"Abbiamo quasi 100 mila persone che stanno scontando una pena in Italia: 54 mila in carcere, 45 mila in misure alternative. Dobbiamo distinguere i delinquenti incalliti, che devono restare in carcere, e chi ha sbagliato solo una volta. La gestione della giustizia sta in una parolina fondamentale: equilibrio. Solo così si tiene insieme la certezza della pena, la sicurezza dei cittadini e il rispetto della Costituzione, il reinserimento sociale di chi non vuole più delinquere".

 

Ma è giusto, per i reati minori, con il giudice che cancella il processo se si paga il "danno" del reato?

"Riguarda appunto solo i reati minori: non il furto in casa o del portafoglio. Per chi invece ruba tre mele alla Coop, se paga il costo, non si fa il processo. La giustizia riparativa serve solo nei reati lievi per evitare alle parti offese di aspettare chissà quando per avere giustizia, vedendosi ripagati il danno. Basta slogan: M5S e Lega falsificano, fanno paura alla gente. Quando invece sulla sicurezza abbiamo fatto molte cose rispetto a loro".

 

Alfonso Bonafede (M5S): "Pene ancora più incerte. Aumenteranno i reati"

 

Alfonso Bonafede, deputato M5S e vicepresidente della Commissione giustizia: cosa non vi convince nei provvedimenti della riforma dell'ordinamento penitenziario?

"Viene ancora una volta inferto un colpo al principio per cui: chi sbaglia, paga. Cioè che, in Italia, chi delinque sa che non gli succede nulla. È per questo che, anche in Toscana, c'è un innalzamento importante dei reati commessi".

 

Contestate anche l'accesso alle misure alternative: non è un giustizialismo esagerato?

"Prima poteva accedere a queste misure alternative chi era stato condannato a pene al massimo di tre anni. Con questa riforma, si è esteso l'accesso alle misure alternative anche a quelli fino a 4 anni".

 

Il senso però, sostiene il governo, è che solo chi ha commesso il "primo" reato, non i recidivi, potrà trovare misure alternative.

"Non è così: in questo decreto, si aprono le maglie anche per chi-godendo di una misura alternativa- abbia violato le prescrizioni imposte. Se uno è per esempio in semidetenzione o libertà controllata, e non ha rispettato le regole ed è stato riportato in carcere, può accedere comunque agli stessi benefici, compreso l'affidamento in prova. Questo è incredibile".

 

Ma si parla, ripeto, di reati "leggeri". Furto solo quello semplice, il taccheggio.

"Questo lo contesto. Si tratta di reati con condanna alla detenzione fino a quattro anni. Cioè alzi il tetto della pena inflitta a quattro anni: si parla quindi anche di reati con pene più gravi, magari da tre a sei anni, ma per i quali il giudice ha inflitto una pena di quattro anni. Il "tetto" viene calcolato sulla pena inflitta, non sul massimo della pena possibile. E addirittura si prevede che anche chi ha commesso delitti gravi, come il sequestro di persona, possa accedere al lavoro esterno prima di aver scontato un terzo della pena".

 

Ma non è una cosa efficace invece la "giustizia riparatoria" per i reati minori?

"No, non lo è. La proposta del M5S è che la giustizia riparatoria sia limitata ai reati contro il patrimonio: se hai rubato un'auto, ricompri almeno l'auto. Ma deve decidere chi ha subito il furto, non deve decidere il giudice da solo. Fino a che rimane l'incertezza della pena, il ministro Minniti può firmare tutti i patti che vuole: non serviranno a niente".

 

 

 

 

 

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