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"Magistrato dei migranti". Arrivano sezioni di tribunale specializzate

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di Marzia Paolucci

 

Italia Oggi, 7 marzo 2017

 

Saranno sezioni di tribunale specializzate in immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini Ue, quelle previste dal Governo per "accelerare i procedimenti di protezione internazionale e per il contrasto dell'immigrazione illegale", recita il titolo del testo oggetto di decreto d'urgenza del Consiglio dei ministri il 17 febbraio scorso.


Ora la parola passa alle Camere per la conversione in legge e non sarà così facile portare a casa la legge visto che già all'interno della magistratura e non solo, ci sono almeno un paio di visioni diverse sul tema. Con il rigetto della richiesta di protezione internazionale per il migrante da parte della Commissione territoriale, organo amministrativo coordinato dal Ministero dell'interno, il migrante può ricorrere alla magistratura di primo grado.
E d'ora in avanti, a queste sezioni specializzate in immigrazione che dovranno dimostrare dimestichezza con i concetti di asilo politico rilasciato al riconoscimento dello stato di rifugiato, protezione sussidiaria o umanitaria.
La loro competenza entra in gioco in caso di mancato riconoscimento del permesso di soggiorno, contro il provvedimento di allontanamento dal territorio nazionale per motivi di pubblica sicurezza, in caso di controversie su riconoscimento e revoca dello status di rifugiato o avente diritto a protezione sussidiaria o umanitaria. Il decreto legge numero 13/2017 conferisce ai loro magistrati competenze specifiche: frequenza di uno dei corsi ad hoc organizzati dalla Scuola superiore della magistratura o esperienza nella trattazione di cause analoghe in materia di protezione internazionale per almeno due anni.
Le sedi di queste sezioni specializzate saranno quelle dei tribunali di Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Catanzaro Firenze, Lecce, Milano, Palermo, Roma, Napoli, Torino e Venezia. L'organizzazione delle sezioni spetterà al Consiglio superiore della magistratura. Il respingimento della richiesta di asilo nel nostro paese non sarà più appellabile, ci sarà un solo grado di giudizio, quello delle sezioni specializzate e poi la strada del ricorso in Cassazione esperibile entro trenta giorni dal decreto di rigetto.
Si cerca così di velocizzare l'intero iter di attesa. I vecchi Cie - Centri di identificazione ed espulsione - saranno sostituiti dai Centri di permanenza per il rimpatrio che secondo quanto stabilisce l'articolo 19 del decreto, saranno distribuiti sull'intero territorio nazionale fuori dai centri abitati ma in siti facilmente raggiungibili. Se per Magistratura democratica il decreto legge è "un'occasione mancata per gravi criticità": uso di videoregistrazioni e salto dell'appello, a favore si schiera Magistratura Indipendente.
"Bene", riporta una nota di Mi, "la creazione di 14 sezioni di tribunale specializzate prevista dal decreto legge, non risultano però aumenti di organico, di conseguenza occorrerà sostenere un carico maggiore nei tribunali in cui è stata accentrata la competenza".
Prudente la posizione del Csm di cui è a breve atteso il parere sul decreto legge: "Siamo favorevoli alla specializzazione perché garantisce la qualità e la velocità della risposta giurisdizionale, va garantita in tutti gli Uffici anche in quelli che non vedranno l'istituzione della sezione specializzata per lo smaltimento dell'arretrato, così come il principio di non esclusività nell'attribuzione di questi affari", ha detto il consigliere Francesco Cananzi della settima commissione presentando le linee guida in tema di protezione internazionale".
E sull'appello ha considerato: "Nel 2016 sono stati accolti il 35% dei procedimenti di primo grado e il 26% dei ricorsi in appello. C'è da chiedersi, alla luce del decreto Migranti, se il primo grado garantirà una qualità di risposta tale da sopperire alla mancanza del grado in appello. Su questo il consiglio si pronuncerà con un parere. Ma", anticipa, "resta un dato oggettivo: l'aumento dei rigetti da parte delle commissioni territoriali si traduce inevitabilmente nell'aumento dei ricorsi al tribunale".

 

 

 

 

 

 

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