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"L'avviso" della Consulta sul decreto sicurezza

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Il Sole 24 Ore, 10 gennaio 2019

 

L'intervento di Cartabia sulla firma del Colle che Salvini usò come "scudo" Alla presentazione dei volumi su "I presidenti della Repubblica: il capo dello Stato e il Quirinale nella storia della democrazia italiana" (di Cassese, Galasso, Melloni) era presente Sergio Mattarella. E chi era con lui racconta che il presidente abbia apprezzato un passaggio dell'intervento di Marta Cartabia in cui - parlando del potere di firma presidenziale - ha fatto chiarezza dopo le dichiarazioni di Salvini a proposito del decreto sicurezza.

Nel pieno della polemica con i sindaci, il leader leghista si era fatto "scudo" del timbro del Colle come a tacitare sia il dissenso politico che i dubbi di costituzionalità. Un'operazione che, dalle parole della vicepresidente della Consulta, sembra del tutto impropria. A riguardo di emanazione dei decreti legge o promulgazione delle leggi, Cartabia ha specificato si tratta di "atti solo formalmente presidenziali" che "sono espressioni dí scelte di altri organi costituzionali" e dunque nulla hanno a che fare con le opinioni del capo dello Stato.

Inoltre, "l'apposizione della firma svolge solo un controllo di validità, volto a rilevare solo i più macroscopici vizi di illegittimità costituzionale, con ciò distinguendosi dal più penetrante controllo svolto dalla Corte, complementare e non sovrapponibile a quello del presidente". Dunque, per Salvini chiamare in causa la firma del Colle non gli fornirà alcuno "scudo" in vista dei ricorsi alla Corte.

 

 

 



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