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Protezione internazionale, scambi facilitati. Csm e Interno si parlano

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di Marzia Paolucci

 

Italia Oggi, 3 aprile 2017

 

Un protocollo d'intesa siglato tra il vicepresidente Legnini e Minniti. Un protocollo di intesa per facilitare gli scambi informativi nel settore della protezione internazionale tra ministero dell'Interno e Consiglio superiore della magistratura. È stato siglato il 23 marzo scorso dal vice presidente del Csm Giovanni Legnini e il ministro dell'Interno Marco Minniti intervenuto al plenum straordinario del Consiglio Superiore della Magistratura convocato per il protocollo d'intesa in tema di richiedenti asilo.
Si tratta della prima collaborazione integrata tra organizzazione e giurisdizione sull'immigrazione in un reciproco scambio di informazioni per facilitare l'applicazione del decreto legge sugli immigrati n. 13 del 17 febbraio 2017 in questi giorni in discussione alle Camere. Un accordo che si inserisce nell'ambito del lavoro avviato dalla VII Commissione del Csm sull'organizzazione degli uffici presieduta da Claudio Maria Galoppi che in sede di plenum ha menzionato una serie di interventi: "La creazione all'interno del nuovo portale del Consiglio di un'area tematica su giustizia e protezione internazionale, il rilevamento statistico in tema di flussi tra giudizi pendenti e definiti, un confronto tra le buone prassi degli uffici giudiziari e di recente, l'adozione il 15 marzo scorso di linee guida sempre aggiornate per gli uffici giudiziari impegnati in procedimenti di protezione internazionale".
Il Viminale metterà a disposizione degli uffici giudiziari, tramite il portale del Consiglio superiore della magistratura, tutte le informazioni sui paesi di origine dei richiedenti asilo elaborate dalla Commissione nazionale per il diritto di asilo attraverso l'Unità Coi (Country of origin information). Gli uffici giudiziari, di rimando, si impegnano a comunicare al Viminale i provvedimenti conclusivi dei procedimenti. Il decreto legge al vaglio del Parlamento prevede infatti che sia lo stesso Consiglio superiore della magistratura a occuparsi dell'organizzazione di nuove sezioni specializzate in immigrazione che nasceranno dal testo una volta licenziato dal Parlamento.
Le sedi del "magistrato dei migranti" saranno quelle dei tribunali di Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Catanzaro, Firenze, Lecce, Milano, Palermo, Roma, Napoli, Torino e Venezia. Per il vicepresidente Legnini si tratta di "una collaborazione, quella tra il Csm e il Ministero dell'interno che rientra in una più ampia strategia finalizzata a ridurre i tempi della tutela giurisdizionale e a garantire effettività alla protezione umanitaria dei migranti.
Ciò si comprende dal momento che i presupposti per la protezione umanitaria sul territorio italiano dipendono, come è a tutti noto, anche dall'accertamento delle condizioni socioeconomiche e politiche dei Paesi di origine dei migranti". Il Ministro Minniti, primo ministro ad essere stato invitato a palazzo dei Marescialli, ha apprezzato la linea dello "scambio di informazioni, arricchirà il dialogo", ha sottolineato, "la circolarità delle informazioni è positiva, il nostro Paese ne ha molto bisogno. Abbiamo di fronte un fenomeno epocale, quello dell'immigrazione, che lo è stato in passato e lo sarà anche in futuro. Non ci sono soluzioni semplicistiche. Una grande democrazia come l'Italia non può inseguire, non può subire, ma deve governare un simile fenomeno epocale.
Se si affronta il tema del contrasto e della riduzione significativa della migrazione illegale, possiamo affrontare il tema della migrazione legale. Mediamente nel nostro paese occorrono due anni per sapere se un richiedente asilo ha diritto, quindi intervenire su questi tempi è cruciale anche per l'equilibrio dei territori e delle comunità che ospitano i migranti. In una democrazia", ha ribadito Minniti il ministro dell'Interno, "deve tenere conto di entrambi i diritti: quello dei richiedenti asilo e, dall'altro, quelli delle comunità che li ospitano".

 

 

 

 

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