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Prescrizione, i grillini preparano un'offensiva social anti-leghisti

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di Amedeo La Mattina e Mario Lombardo

 

La Stampa, 8 novembre 2018

 

"Difendono solo i loro imputati". Ora la questione si inzuppa di veleno. Perché contro le resistenze leghiste sulla prescrizione i 5 Stelle sono pronti a scatenare l'artiglieria web. Luigi Di Maio è a un passo dal dare l'ok a una campagna social per riesumare tutte le inchieste che coinvolgono gli uomini del Carroccio.

"A partire dal capogruppo alla Camera Riccardo Molinari e dal viceministro Edoardo Rixi" sussurrano maliziosi i grillini. Molinari è stato condannato in appello a Torino per Rimborsoli. Su Rixi, a Genova pende invece la richiesta di condanna a 3 anni e quattro mesi per peculato. Un primo assaggio delle intenzioni bellicose, i 5 Stelle lo hanno dato qualche giorno fa con Stefano Buffagni, quando su Facebook ha volutamente ricordato, tra tanti casi, proprio quello "del leghista Fabio Rizzi, arrestato per le tangenti sulle dentiere".

Nei piani del M5S tutti i reati, anche quelli minori come quelli che hanno riguardato le spese pazze e i rimborsi in Regione, rientrerebbero nella sospensione della prescrizione dopo il primo grado, sia in caso di condanna sia che si esca assolti. È il cuore dell'emendamento alla legge Anticorruzione che ha fatto infuriare il Carroccio e sul quale non c'è ancora un'intesa.

L'accordo di metodo ottenuto ieri sera, grazie alla sponda del presidente della Camera Roberto Fico, non ha risolto nulla. "Perché sul merito ancora non ci siamo" spiega Igor lezzi, capogruppo leghista in commissione Giustizia. Per levare i propri compagni di partito dall'impiccio di aver arbitrariamente cambiato un titolo di legge per rendere omogeneo l'inserimento della prescrizione in un disegno di legge sulla corruzione, che è ben altra materia, il presidente della Camera ha riaperto alla possibilità di emendare il testo.

Fico non ha ritenuto di dover coinvolgere la Giunta per il regolamento e ha confermato la competenza delle stesse commissioni per ampliare la materia del ddl. Per questo motivo ai deputati di Giustizia e Affari Costituzionali toccherà una levataccia per essere a Montecitorio alle otto, dove in seduta congiunta i leghisti voteranno assieme ai grillini per l'estensione, e lo faranno prima del vertice tra Di Maio, il premier Conte e Matteo Salvini. Al di là dei tecnicismi, la soluzione offerta da Fico serve a prendere tempo.

I grillini ottengono che lo stop ai processi rimanga dov'è, nel ddl Anticorruzione. La Lega però acquista una decina di giorni in più, perché il testo non arriverà in aula il 12 novembre, come previsto, ma slitterà. Dopo due giorni di faccia a faccia rinviati, ripicche e dichiarazioni indispettite, toccherà a Di Maio e Salvini trovare un compromesso. Tutti e due i leader hanno disertato il vertice sulla Libia. "Meglio far calmare i bollenti spiriti" spiega ai suoi il leghista: "Speriamo che I 5 Stelle abbiano alzato la voce solo per oscurare il nostro successo sul decreto sicurezza".

La distanza politica è tanta. Perché entrambi non sembrano intenzionati a cedere. "Sulla nave Diciotti e sulla sicurezza noi siamo stati leali - è quello che dirà Di Maio a Salvini. Potevamo opporci, non lo abbiamo fatto e ne stiamo pagando anche un prezzo elettorale. Sui nostri temi più identitari in seduta congiunta i leghisti voteranno assieme ai grillini per l'estensione, e lo faranno prima del vertice tra Di Maio, il premier Conte e Matteo Salvini.

Al di là dei tecnicismi, la soluzione offerta da Fico serve a prendere tempo. I grillini ottengono che lo stop ai processi rimanga dov'è, nel ddl Anticorruzione. La Lega però acquista una decina di giorni in più, perché il testo non arriverà in aula il 12 novembre, come previsto, ma slitterà. Dopo due giorni di faccia a faccia rinviati, ripicche e dichiarazioni indispettite, toccherà a Di Maio e Salvini trovare un compromesso.

Tutti e due i leader hanno disertato il vertice sulla Libia. "Meglio far calmare i bollenti spiriti" spiega ai suoi il leghista: "Speriamo che I 5 Stelle abbiano alzato la voce solo per oscurare il nostro successo sul decreto sicurezza". La distanza politica è tanta. Perché entrambi non sembrano intenzionati a cedere.

"Sulla nave Diciotti e sulla sicurezza noi siamo stati leali - è quello che dirà Di Maio a Salvini - Potevamo opporci, non lo abbiamo fatto e ne stiamo pagando anche un prezzo elettorale. Sui nostri temi più identitari pretendiamo lo stesso comportamento. Leali sì, ma non fessi". Detto questo, dopo la concessione della Lega sull'ampliamento, i 5 Stelle sono anche disposti a ragionare su una riformulazione. Ma senza spingersi fin dove vuole Salvini.

Il leader della Lega oggi porterà tre proposte: delega al governo per una riforma complessiva della giustizia; eliminazione dell'udienza preliminare per accorciare i tempi dei processi; sospensione della prescrizione solo per i reati gravi, escludendo quelli contro la Pa.

Il primo punto sarebbe lo stralcio, il terzo vorrebbe dire graziare chi è accusato di corruzione: entrambi sono inaccettabili per i grani. Non sembra invece fattibile dal punto divista costituzionale concentrare lo stop della prescrizione solo su chi è condannato, escludendo chi viene assolto dal primo grado.

Salvini spera in un ripensamento di Di Maio e cita l'intervista della Stampa al presidente dell'Anm: "Pure i loro amici magistrati hanno grossi dubbi". L'obiettivo del leghista è una riforma più organica e su questo cercherà di far leva sul mediatore ed esperto di diritto Conte per cercare un equilibrio: "Dopotutto è un avvocato".

 

 

 



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