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Pordenone: il nuovo carcere di San Vito al Tagliamento sarà rivoluzionario

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di Laura Venerus

 

Messaggero Veneto, 17 marzo 2014

 

La Società della ragione di Firenze ha come finalità lo studio, la ricerca e la sensibilizzazione sul tema del diritto penale e mite della giustizia, dei diritti e delle pene, proponendo iniziative di approfondimento. Così come il convegno di San Vito "Un nuovo carcere o un carcere nuovo?".

Interverranno il sindaco di San Vito, Antonio Di Bisceglie, l'assessore regionale Maria Grazia Santoro, il commissario per le infrastrutture carcerarie, Angelo Sinesio, l'architetto della Società della ragione Leonardo Scarcella, il provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria Pietro Buffa, il coordinatore nazionale dei garanti dei detenuti Franco Corleone e il consigliere regionale Silvana Cremaschi. Presenterà Massimo Brianese (della Società della ragione) e concluderà Cristiano Shaurli, consigliere regionale. Il convegno cercherà di capire qual è lo stato dell'arte dell'infrastruttura, quali sono le modalità progettuali e i tempi di realizzazione nonché il rapporto con il territorio.

Un carcere all'avanguardia, dove nelle celle non si "vive", ma si trascorre giusto il tempo per dormire, dove la giornata si trascorre nei laboratori, in un'ottica di vero e proprio recupero della persona. Sarà questo il nuovo carcere di San Vito

Marzo costituisce un mese importante per la nuova infrastruttura. A partire dal fatto che domani a mezzogiorno scade il termine ultimo per la consegna degli elaborati che partecipano al bando di concorso e che lunedì 24 ci sarà l'apertura delle buste e si potrà capire quale sarà il progetto vincente e la società che se l'è aggiudicato. Nel frattempo, mercoledì, alle 14.30, in sala consiliare, si parlerà proprio di questo: "Un nuovo carcere o un carcere nuovo?".

È questo il tema del convegno organizzato dall'associazione "La società della ragione" con il patrocinio di Comune e Regione. "Il convegno si svolge all'indomani della scadenza dei termini di presentazione delle offerte per la realizzazione del carcere nella caserma Dall'Armi - ha spiegato il sindaco di San Vito, Antonio Di Bisceglie.

L'associazione "La società della ragione" rappresenta le istanze volte a far progredire la necessità secondo la quale l'azione punitiva e l'espiazione della pena siano fatte nei termini di un recupero del detenuto come persona". Per conoscere il progetto nei dettagli si dovrà attendere ancora qualche tempo, ma l'idea di massima su come sarà il nuovo carcere è già definita. Intanto, come dice proprio il titolo del convegno, il nuovo carcere sarà un carcere nuovo, dal punto di vista della sua concezione: non un luogo di detenzione fine a se stesso ma dove la persona viene recuperata e, magari, ha la possibilità di imparare un mestiere.

Il carcere di Opera, alle porte di Milano, potrebbe essere il modello da seguire con laboratori artigianali e spazi comuni dove i detenuti potranno interagire. Concretamente, le parti esistenti dell'ex caserma da recuperare saranno la palazzina comando e la palazzina truppa destinate alla direzione e agli uffici di polizia penitenziaria. Per il resto, sarà compito dei progettisti definire come si trasformerà l'ex caserma. "Si tratta del primo carcere che si fa in Italia con questa concezione - ha spiegato il primo cittadino. Inaugura l'indirizzo che noi abbiamo fornito circa l'utilizzo dei beni demaniali per riconvertirli in modo da coniugare celerità e realizzazione dell'opera.

Il governo Monti - ha ricordato Di Bisceglie - ha affrontato il problema del sovraffollamento delle carceri dando vita a una struttura commissariale cui affidò la realizzazione del piano carceri per far fronte alla necessità di nuove o migliori strutture detentive. Venne nominato commissario il prefetto Angelo Sinesio, che sarà ospite del convegno di mercoledì, il quale suddivise gli interventi in due tipologie: le manutenzioni straordinarie e le nuove infrastrutture carcerarie. Proprio in quest'ultimo settore rientra il carcere di San Vito".

Da parte del commissario c'è stata l'indicazione di come dovrà essere il progetto di massima. Per la definizione del piano si dovrà attendere l'apertura delle buste delle aziende partecipanti. Il bando era stato pubblicato il 21 dicembre scorso sul supplemento alla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Il valore stimato dell'appalto, Iva esclusa, è di 25 milioni di euro. Dall'aggiudicazione ci saranno al massimo 630 giorni per l'esecuzione. Il termine per le offerte è alle 12 di domani. Alle 11 del 24 marzo saranno aperte le buste. Cresce pertanto l'attesa per capire che aspetto definitivo avrà il carcere e chi lo costruirà. Quel che è certo è che nelle ultime settimane si sono susseguite numerose le visite alla Dall'Armi delle società interessate a partecipare al bando.

 

 

 

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