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Più intercettazioni, più carcere e meno prescrizioni. Ecco la giustizia grillo-leghista

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di Davide Varì

 

Il Dubbio, 16 maggio 2018

 

Exit strategy dall'Euro, cancellazione di 250 miliardi di debito pubblico, "previa richiesta" alla Banca centrale europea. E poi: vendita di beni pubblici pari a 200 miliardi di euro, superamento (e non dunque abolizione) della Fornero, reddito di cittadinanza di 780 euro mensili con uno stanziamento di 17 miliardi annui ed estensione della legittima difesa.

Sono solo alcuni dei punti del "contratto di governo" che Lega e 5Stelle stanno sottoscrivendo in queste ore. Pubblicato in esclusiva dall'Huffington Post, il patto prevede anche l'istituzione di un comitato di conciliazione : "Nel caso le diversità persistano - è scritto - verrà convocato un Comitato di Conciliazione". I contraenti si confronteranno in questo Comitato per "giungere a un dialogo in caso di conflitti, al fine di risolvere i problemi".

E poi c'è la questione giustizia. Nel contratto sembra prevalere "la visione davighiana" dei 5Stelle. A cominciare dalla riforma in senso restrittivo della prescrizione. Ecco dunque i punti siglati dalle delegazioni giallo-verdi: potenziamento delle intercettazioni, potenziamento della legislazione anti-corruzione da realizzare "aumentando le pene per i reati contro la pubblica amministrazione", introducendo il "Daspo per i corrotti e corruttori", l'introduzione "dell'agente sotto copertura" e "dell'agente provocatore". Infine una concessione a Matteo Salvini lì dove il contratto prevede l'estensione della "legittima difesa".

Più in generale, si spiega poi, "per garantire il principio di certezza della pena è essenziale abrogare tutti i provvedimenti emanati nel corso della precedente legislatura, tesi unicamente a conseguire effetti deflattivi in termini processuali e carcerari a totale discapito della sicurezza della collettività". Insomma, più carcere e meno misure alternative.

Tante le reazioni allo scoop dell'Huffington Post. La prima è dei diretti interessati, Salvini e Di Maio, che hanno confermato l'originalità del documento pubblicato, spiegando però che si tratta di "una versione vecchia". Entro qualche giorno il documento finirà sul tavolo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il quale, c'è da giurare, lo leggerà con molta attenzione.

 

 

 

 

 

 

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