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Più agenti, nuove carceri e manutenzione immobili

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di Damiano Aliprandi

 

Il Dubbio, 3 gennaio 2019

 

Le misure previste nella manovra per ridurre il sovraffollamento. Nei prossimi quattro anni si prevedono nuove assunzioni e il Dap potrà individuare edifici dello stato dismessi e idonei alla riconversione. Assunzione di nuovi agenti penitenziari e utilizzo del fondo - già stanziato dal governo precedente per la riforma dell'ordinamento penitenziario - per gli interventi sull'edilizia carceraria. Questi sono i punti della manovra finanziaria appena approvata per quanto riguarda il sistema penitenziario.

All'articolo 33 del testo denominato "assunzioni straordinarie delle forze di polizia", si legge che nell'anno 2020 saranno assunte 277 unità del corpo di polizia penitenziaria e altre 300 unità spalmate dal 2021 al 2023. Ma non solo. Si legge che "al fine di incrementare l'efficienza degli istituti penitenziari, nonché per le indifferibili necessità di prevenzione e contrasto della diffusione dell'ideologia di matrice terroristica in ambito carcerario", sono autorizzate ulteriori assunzioni nel ruolo iniziale del corpo di polizia penitenziaria: 362 unità in aggiunta alle facoltà assunzionali previste a legislazione vigente; 86 unità, quale anticipazione delle straordinarie facoltà assunzionali previste nel 2019; 200 unità, quale anticipazione previste per l'anno 2022 e altre 652 previste dall'articolo 66, comma 9 bis del decreto legge 25 giugno del 2008.

Ma i lavori di manutenzione e ristrutturazione delle carceri? Si trovano nell'articolo 43 della manovra, dove vengono aggiunte all'articolo 1 comma 475 della legge del 27 dicembre del 2017, le seguenti parole "nonché per interventi urgenti destinati alla funzionalità delle strutture e dei servizi penitenziari e minorili".

Nella relazione tecnica si spiega che le risorse non utilizzate per la copertura dei decreti legislativi di riforma dell'ordinamento penitenziario, "possano essere destinate ad interventi urgenti di edilizia penitenziaria e manutenzione ordinaria e straordinaria sugli immobili dell'amministrazione penitenziaria e minorile". In particolare, una quota delle risorse del Fondo, pari a circa 10.000.000 annui a decorrere dall'anno 2019, consentirà il finanziamento di interventi di manutenzione ordinaria sugli immobili dell'amministrazione penitenziaria e minorile. Quindi si tratta di utilizzare i soldi previsti dalla riforma originale.

Per quanto riguarda la costruzione delle nuove carceri, che nell'intenzione del governo dovrebbe servire per far fronte al crescente sovraffollamento, bisogna andare a leggere il decreto semplificazione. Dal 1 gennaio 2019 e non oltre il 31 dicembre 2020, al fine di far fronte all'emergenza determinata dal progressivo sovraffollamento delle strutture carcerarie e per consentire una più celere attuazione del piano di edilizia penitenziaria in corso, il personale del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria - si legge nel decreto - potrà inoltre individuare "immobili, nella disponibilità dello Stato o di enti pubblici territoriali e non territoriali, dismessi e idonei alla riconversione, alla permuta, alla costituzione di diritti reali sugli immobili in favore di terzi al fine della loro valorizzazione per la realizzazione di strutture carcerarie". Ricordiamo che l'iniziativa era stata già prevista dal decreto emergenza carceri del 2013, ma allora non si concretizzò.

 

 

 

 

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