Venerdì 15 Febbraio 2019
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Pena di morte. In Egitto a morte tre jihadisti, in Alabama giustiziato 24 anni dopo il reato

PDF Stampa
Condividi

La Repubblica, 10 febbraio 2019

 

Nello Zimbawe 34 pene capitali commutate. A Gaza 2 impiccagioni. In Kuwait un condannato indiano la fa franca pagando "il prezzo del sangue". Le autorità egiziane - si apprende dal periodico report di Nessuno Tocchi Caino - hanno giustiziato tre prigionieri politici islamisti giovedì scorso, un anno dopo che erano stati condannati a morte con l'accusa di aver ucciso il figlio di un giudice, secondo gli attivisti per i diritti locali. Un attivista egiziano che conosceva i tre uomini ha detto che erano membri dei Fratelli Musulmani e avevano preso parte alle proteste contro il colpo di stato guidato dal presidente Abdel Fattah el-Sisi contro il suo predecessore Mohamed Morsi. I tre uomini erano gli studenti universitari Ahmed Maher Hindawi e Almotaz Ghanem, e il proprietario di una società informatica Abdel Hamid Metwalli. Il caso, noto sui media del Paese come "Il figlio del giudice", risale al settembre 2014, quando uomini armati mascherati uccisero Mohamed el-Morelli, il figlio ventiseienne del vicepresidente della corte d'appello del Cairo, giudice Mahmoud el-Morelli, nella città del Delta del Nilo di Mansoura. A seguito dell'omicidio, le forze di sicurezza radunarono un certo numero di giovani di Mansoura, tre dei quali furono successivamente condannati a morte dopo aver confessato - secondo quanto riferito sotto tortura - di aver commesso il crimine.

Alabama (Usa) - Dominique Ray, 42 anni, nero, è stato giustiziato giovedì scorso, 7 febbraio, senza vedere soddisfatta la sua richiesta di avere vicino un imam. L'esecuzione è avvenuta alle prime luci del giorno con una iniezione letale, nel carcere di Atmore, nella contea di Escambia. Aveva espresso il desiderio di avere vicino, durante l'esecuzione, il suo consigliere spirituale islamico, al pari dei detenuti cristiani solitamente assistiti da un cappellano. Ricevuto un diniego, aveva fatto causa allo Stato dell'Alabama e l'esecuzione era stata rinviata finché il più alto tribunale dello Stato non ha bocciato definitivamente la sua richiesta, dando il suo via libera all'iniezione letale. Lo Stato ha motivato il suo diniego con l'impossibilità di ammettere una persona esterna nella stanza delle esecuzioni. Un imam di fiducia del detenuto ha potuto assistere all'esecuzione da una stanza vicina. L'uomo era stato condannato per l'omicidio di una quindicenne, Tiffany Harville, avvenuto nel 1995, 24 anni fa. Nello stesso penitenziario di Atmore, l'anno scorso era stato giustiziato un disabile mentale, Michael Wayne Eggers, 50 anni, bianco.

La sua "parziale" confessione. Ray era stato condannato a morte nel 1999, dopo che aveva parzialmente confessato il rapimento, lo stupro e l'omicidio di Tiffany Harville, 15 anni, avvenuti il 15 luglio 1995. Il caso era rimasto irrisolto per 2 anni, fino a quando nel 1977 Marcus D. Owden, a seguito di una "crisi spirituale", si era costituito ed aveva fatto ritrovare il cadavere della ragazza, ed aveva indicato Ray come complice. Ray aveva confessato di aver partecipato al rapimento, ma attribuiva le responsabilità più gravi a Owden, che confessò anche gli omicidi di 2 fratelli, commessi il 4 febbraio 1994, perché i due avevano rifiutato di entrare nella gang di Ray e Owden. Per questi omicidi Ray era stato condannato all'ergastolo, perché all'epoca aveva 17 anni.

Aveva chiesto di morire con la camera a gas. Ray ha pronunciato le sue ultime parole in arabo. Un'altra richiesta che Ray aveva fatto era di essere giustiziato con la camera a gas ad azoto, un metodo introdotto recentemente nel protocollo dell'Alabama. Sono circa 50 i detenuti del braccio della morte che hanno optato per il nuovo tipo di esecuzione ma, secondo la nuova legge, l'opzione andava esercitata entro il giugno 2018. Ray l'ha esercitata in ritardo, solo nel gennaio 2019, e la Corte Suprema oggi ha anche respinto quella parte del suo ricorso in cui chiedeva che il suo ritardo venisse giustificato a causa dell'incertezza sua e del suo assistente spirituale circa la liceità di un tale sistema di esecuzione secondo i parametri della legge islamica. Ray diventa la prima persona giustiziata quest'anno in Alabama, è invece la numero 64 da quando l'Alabama ha ripreso le esecuzioni nel 1983; la seconda dell'anno negli Usa e la numero 1.492 da quando gli Usa hanno ripreso le esecuzioni nel 1977.

Zimbabwe - Trentaquattro condanne a morte commutate in ergastolo. Il governo dello Zimbabwe ha commutato in ergastolo le sentenze di 34 detenuti nel braccio della morte, mostrando il proprio impegno verso l'abolizione della pena di morte in linea con gli obblighi internazionali in materia di diritti umani, ha detto un ministro del Gabinetto il 31 gennaio 2019. Ci sono 81 prigionieri nel braccio della morte del Paese, mentre il numero totale dei condannati all'ergastolo è ora 127. Il processo di commutazione in ergastolo dei rimanenti detenuti nel braccio della morte è ora in corso. La moratoria sulle esecuzioni aprirà la strada all'abolizione totale della pena di morte, secondo un documento presentato a nome del ministro della Giustizia, Affari Legali e Parlamentari Ziyambi Ziyambi da un alto funzionario del ministero, Charles Manhiri, presso lo Zimbabwe Staff College. Il governo sta implementando strategie e politiche volte ad abolire la pena di morte. Il ministro Ziyambi ha detto che il suo Ministero sta aspettando che il governo approvi le sue raccomandazioni sulla pena di morte. "Se il Gabinetto approverà la raccomandazione del Ministero di abolire la pena di morte, la disposizione costituzionale che consente l'imposizione della pena di morte sarà successivamente modificata", ha affermato il ministro Ziyambi.

Kuwait - Un condannato indiano salvo grazie al "prezzo di sangue. Un uomo del Tamil Nadu, che era stato condannato a morte per omicidio in Kuwait, ha ricevuto la commutazione in ergastolo dopo che la sua famiglia ha raccolto 3 milioni di rupie di "prezzo del sangue" per compensare la famiglia della vittima. L'uomo era stato condannato a morte per aver ucciso un uomo di etnia Keralite nel settembre 2013. La famiglia della vittima aveva chiesto 3 milioni di rupie come risarcimento per perdonare l'imputato.

Gaza - Due condanne a morte per omicidio. A Gaza sono state emesse due condanne a morte in una settimana, ha reso noto il Centro palestinese per i Diritti umani (PCHR) il 4 febbraio scorso. Il giorno precedente, il Tribunale di primo grado di Deir al-Balah ha emesso una condanna a morte mediante impiccagione nei confronti di A. F. (32 anni), del campo profughi di al-Nussairat, dopo averlo riconosciuto colpevole dell'omicidio di un bambino. A. F. era stato condannato in precedenza all'impiccagione con le stesse accuse il 6 luglio 2010, ma la Corte di Cassazione aveva annullato la sentenza e rinviato il caso al Tribunale di primo grado per un nuovo processo. Il 29 gennaio 2019, il Tribunale di primo grado di Khan Younis ha emesso una condanna a morte contro Y.A. (30 anni) di Rafah City dopo averlo riconosciuto colpevole dell'omicidio di M.S.

 

 

 



06


06

 

 

 06

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it