Lunedì 21 Maggio 2018
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Pavia: l'ex detenuto incontra gli studenti e racconta il carcere

PDF Stampa
Condividi

di Maria Grazia Piccaluga

 

La Provincia Pavese, 18 febbraio 2014

 

Il carcere entra nella scuola. Fiorano, detto "Fiore", è un ex detenuto. Ha un lavoro, una moglie e una figlia. Ma agli studenti della 4DL del liceo linguistico Cairoli ha raccontato la sua recente vita dentro la cella. La solitudine in cui si sprofonda pur trovandosi in tre in una stanza che a malapena può ospitare due persone, la difficoltà a condividere gli spazi con altri sconosciuti che spesso parlano una lingua diversa, la diffidenza, la paura.

Due ore di lezione speciale, voluta e organizzata dalla docente di Lettere Luisa Previtera. "Proprio discutendo con la nostra professoressa abbiamo scoperto di avere profonde lacune sull'argomento" spiega Giulia, portavoce della classe .

"Due ore intense che penso siano servite a sgretolare molti pregiudizi" dice don Dario Crotti, direttore della Caritas diocesana, che da anni frequenta l'ambiente del carcere insieme ai volontari.

Appuntamento l'altra mattina in aula Tobia del Cairoli, l'aula magna dell'istituto di corso Mazzini. L'insegnante di Lettere è riuscita a realizzare un incontro a più voci: oltre a don Dario, anche il funzionario giuridico pedagogico Manuela Socionovi, l'assistente capo della polizia penitenziaria Domenico Di Marco, due studentesse universitarie che fanno volontariato a Torre del Gallo, Francesca ed Elisabetta. E lui, Fiorano. Il protagonista.

Sedie disposte in cerchio, studenti e ospiti si sono presentati a vicenda. A ognuno è stato chiesto di dire la prima cosa che venisse in mente a proposito del carcere. Pensieri che don Dario ha annotato su un foglio per poi riannodarli al termine dell'incontro. Ma quei pensieri nel corso delle due ore sono mutati. "Il racconto di Fiorano mi ha fatto vedere le cose dalla sua prospettiva - ammette Asja - mi ha fatto cambiare idea sulla vita del carcerato che pensavo fosse anche troppo facile".

"Che la vita in cella fosse così non l'avrei mai immaginato" aggiunge Giulia T. "IN queste due ore siamo stati in grado di lasciare fuori dalla porta i pregiudizi, abbiamo imparato che bisogna conoscere prima di giudicare. Ma soprattutto abbiamo capito che il cambiamento è possibile" riflette Elena. La professoressa si era resa conto proprio da alcune discussioni nate durante le lezioni che i suoi alunni avessero una conoscenza parziale, a volte fuorviante, della vita dentro il carcere. "Invece Fiorano ci ha aperto un mondo - dicono gli studenti - I detenuti non possono uscire, l'ambiente è claustrofobico, non possono socializzare e nemmeno fidarsi di qualcuno, sono privati di ogni cosa ed è questa la punizione vera". "Ci ha colpito quello che ha detto l'agente: 2educo i detenuti come educherei i miei figli". Si è parlato di rieducazione, di recupero, di riscatto. Temi che hanno acceso l'interesse nei giovani della 4DL, tanto che Cristina accarezza già "l'idea di fare volontariato".

 

 

 

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it