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Pavia: il Centro Synodeia, ogni giorno in carcere dalla parte delle famiglie

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di Valeria Sforzini

 

La Provincia Pavese, 2 dicembre 2018

 

La storia della psicologa pavese tra quelle raccontate ieri in università: un appuntamento annuale dove l'obiettivo è ridurre le distanze tra i generi. Le donne che ce l'hanno fatta non sono donne arrivate. Sono persone in cammino, ma la cui storia rappresenta un modello che lancia un segnale, un esempio positivo per chi ancora sta lottando per realizzare i propri sogni.

Angela Chiofalo ha 39 anni, è pavese ed è una psicologa libera professionista esperta in mediazione sociale e ambito familiare, che collabora con le carceri di Torre del Gallo a Pavia oltre che Voghera e Opera. Dieci anni fa ha creato Synodeia, il centro che unisce le competenze di psicologi, artisti e arte-terapeuti dando vita a progetti di sostegno per famiglie in difficoltà, aiutando madri, padri e figli a comunicare attraverso linguaggi non verbali.

Anche lei fa parte delle 30 donne "che ce l'hanno fatta", che ieri in aula Foscolo hanno ritirato il premio dedicato a coloro che, grazie alla loro determinazione, sono riuscite a realizzarsi, abbattendo stereotipi e ostacoli. Il progetto è stato avviato per la prima volta all'Università di Pavia il 4 marzo 2014, e nella mattinata di ieri si è svolta la quarta edizione organizzata dagli Stati generali delle donne, Sportello Donna e Fondazione Gaia.

"Prima di tutto, io mi sento una persona - ha spiegato Angela Chiofalo - più che donna, vorrei essere riconosciuta per la persona che sono. Spero che le storie positive che sono state raccontate oggi possano fare da cassa di risonanza e ispirare tante che credono di non farcela. Mi sono avvicinata alle questioni di genitorialità per formazione, la prima esperienza in carcere è stata illuminante, ma anche gli incontri che ho fatto hanno influito sulle mie scelte.

Nella vita, possiamo soccombere, o scegliere di usare gli eventi traumatici per riflettere sulla nostra esistenza, assumerci le nostre responsabilità e essere più forti. Possiamo usare quello che avviene per migliorarci". Se sono tante le donne che raggiungono dei traguardi importanti, non mancano gli uomini che si danno da fare per ridurre disuguaglianze e ingiustizie sociali. Sono stati definiti "Uomini Illuminati", i 26 professionisti, artisti, imprenditori che ogni giorno lavorano per ottenere un cambiamento.

"Sono uomini che si siedono al tavolo con noi per discutere, danno il loro contributo per ridurre le distanze tra i generi e che condividono con noi prospettive future di cambiamento - ha spiegato Isa Maggi, coordinatrice nazionale degli Stati generali delle donne - anche per questo abbiamo deciso di creare il manifesto sulla violenza maschile di genere, la Carta di Pavia, sul modello della convenzione di Istanbul che delimiterà il perimetro entro cui muoversi e segnerà un modello per il futuro".

 

 

 



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