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Pavarin: "Legge Spazza-corrotti incostituzionale"

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di Gianluca Amadori

 

Il Gazzettino, 9 aprile 2019

 

La legge Spazza-corrotti potrebbe essere incostituzionale nella parte in cui non prevede alcuna norma transitoria, con la conseguenza di imporre le nuove sanzioni, più severe rispetto al passato, anche a chi ha commesso reati prima della sua entrata in vigore.

A sollevare la delicata questione è il Tribunale di Sorveglianza di Venezia presieduto da Giovanni Maria Pavarin che, ieri, ha sospeso la trattazione del caso relativo al geometra veneziano Antonio Bertoncello, coinvolto nello scandalo delle mazzette all'Edilizia privata, condannato per corruzione in relazione ad episodi commessi tra il 2002 e il 2011, trasmettendo gli atti alla Corte costituzionale, affinché si pronunci in merito alla legittimità costituzionale dell'articolo 1, comma 6, lettera b della legge 3 del 2019.

Dall'entrata in vigore della Spazza-corrotti si tratta del primo caso sottoposto alla Consulta da un Tribunale di Sorveglianza, ma non sarà sicuramente: nel nostro ordinamento è ormai assodato che nessuno può essere condannato per un fatto che non sia reato nel momento in cui è commesso, così come non può essere inflitta una pena superiore a quella originariamente prevista. Ma ora in discussione ci sono le modalità di esecuzione della pena e, in particolare, la possibilità di poter scontare la condanna con modalità alternative al carcere, tra cui l'affidamento in prova ai servizi sociali. La Spazza-corrotti nega assolutamente tale possibilità ai condannati per reati contro la pubblica amministrazione (concussione, corruzione, peculato) nel caso in cui non abbiano risarcito il danno e non abbiano collaborato con la giustizia.

Per chi ha commesso reati di questo tipo dall'entrata in vigore della nuova legge in poi non si discute: l'esecuzione della pena si svolgerà così. Ma è legittimo applicare il regime più punitivo anche ha chi il reato lo ha commesso prima? Fino a pochi mesi fa la giurisprudenza era costante nel sostenere che, non trattandosi di regole per l'accertamento di reato o l'irrogazione della pena, ma semplicemente di esecuzione della stessa, vale "il principio tempus regit actum e dunque una normativa che introduca una più severa disciplina è immediatamente applicabile".

Ma, recentemente, sulla base di un pronunciamento della Corte dei diritti dell'uomo, la Cassazione ha mutato linea, sostenendo che non si può "cambiare le carte in tavola" senza prevedere una norma transitoria, perché chi ha commesso un reato in precedenza non poteva avere piena consapevolezza di quali sarebbero state le conseguenze del suo gesto.

Sul caso Bertoncello, la Sorveglianza di Venezia scrive che, sulla base della vecchia normativa, vi sarebbero stati elementi per concedere al geometra l'affidamento in prova, come chiesto dall'avvocato Tommaso Bortoluzzi; percorso impossibile, invece, con la Spazza-corrotti. In Veneto la questione riguarda anche l'ex amministratore della società autostrade Padova-Venezia, Lino Brentan, da pochi giorni messo in carcere, all'età di 71 anni, per scontare un residuo di 15 mesi per episodi di corruzione del 2010 e in attesa della decisione della Corte d'appello, a cui ha fatto ricorso l'avvocato Giovanni Molin.

"Abbiamo già avviato una discussione con il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, per dirimere la questione sollevata oggi dal Tribunale di Sorveglianza di Venezia - ha dichiarato ieri il leghista Andrea Ostellari, presidente della Commissione Giustizia del Senato - In tempi brevi si troverà sicuramente la quadra e la questione sarà superata con un intervento legislativo idoneo".

 

 

 

 

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