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Patteggiamento, confisca blindata

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di Giovanni Negri

 

Il Sole 24 Ore, 7 febbraio 2019

 

Corte di cassazione - Sentenza 5875/2019. No all'impugnazione del patteggiamento, nella quale viene contestata la misura di sicurezza. Lo chiarisce la Corte di cassazione, interpretando la novità in vigore da poco più di un anno che ha meglio delineato i casi in cui può essere oggetto di ricorso la sentenza di applicazione della pena concordata tra le parti. Oggetto del giudizio la richiesta di nullità della condanna patteggiata, in una vicenda di traffico di stupefacenti, per assenza di motivazione sulla confisca di una somma di denaro oltre a telefoni cellulari e un quantitativo di droga.

La sentenza, la n. 5875 della Sesta sezione penale depositata ieri, prende in considerazione la modifica al Codice di procedura penale (articolo 448 comma 2 bis) introdotta dalla legge n. 103 del 2017, che ha escluso il vizio di motivazione dall'elenco delle ragioni che possono essere fatte valere in Cassazione.

Conseguente allora il giudizio di inammissibilità del ricorso, anche se, va sottolineato, in questo modo ieri la Corte ha preso le distanze da un diverso orientamento seguito, per esempio, nella sentenza n. 30064 del 2018, che aveva invece aperto a un recupero del motivo di ricorso centrato sulla carenza di motivazioni per la misura cautelare (anche in quel caso una confisca).

La Corte ritiene così che la legge del 2017, con la quale si è data per la prima volta una disciplina specifica al ricorso del patteggiamento, definisce un quadro normativo tassativo e in deroga ai casi di impugnazione "generali", "anche in riferimento a punti della decisione, quale quello relativo all'applicazione delle misure di sicurezza (espressamente ricorribile solo in caso di illegalità della disposta misura), certamente estranei all'accordo tra le parti".

In questo senso, argomenta la Cassazione, vanno anche i lavori preparatori della riforma in vigore dall'agosto 2017 nei quali emergeva con chiarezza la necessità di una limitazione di casi di ricorso, molto spesso peraltro valutati come inammissibili. Di qui la determinazione di una lista circoscritta di motivi, di impossibile estensione. Del resto, la stessa categoria dell'illegalità, motivo per il quale invece il ricorso è ammissibile quanto alla pena, è una categoria assai più radicale, che sottolinea la radicale estraneità a sistema della misura di sicurezza. L'assenza di motivazione, invece, evoca una causa di illegittimità della sentenza di merito che può essere corretta, con una "tendenziale eterogeneità rispetto alla illegalità, categoria, robusta, che si caratterizza per l'irrimediabile deviazione della misura di sicurezza applicata dal rilevante modello tipico".

 

 

 

 

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