Parma: Cgil; suicidio in carcere colpa anche di un Governo assente che fa solo vaghe promesse |
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Dire, 26 agosto 2010
Un “bollettino di guerra” che denuncia “una situazione gravissima”, che si aggrava ancora di più dopo l’estate. Anche la Fp Cgil di Parma interviene dopo il suicidio in carcere di qualche giorno fa. Un dramma, spiega la segretaria Luisa Diana, che poteva aggiungersi ad altri, visto che la polizia penitenziaria ha evitato in tutta la regione otto tentativi di togliersi la vita da parte dei detenuti, tre solo quest’estate. Diana, ancora una volta, dà i numeri sulla struttura: “Il carcere di Parma ha una capienza di 418 posti e ospita 539 detenuti”. Già da tempo “denunciamo come sindacato di categoria la grave situazione di sovraffollamento; altrettanto grave è la carenza degli organici”: di polizia, educatori, assistenti sociali, contabili, e di tutte le altre professionalità presenti in carcere. “È appunto questa carenza di personale- precisa Diana- la causa primaria delle difficoltà nelle relazioni umane all’interno del carcere”. In “questo stato di emergenza” il Governo “è assente e propina solo vaghe promesse di assunzione di ulteriori duemila unità senza alcuna copertura finanziaria”. La “stessa polizia penitenziaria - conclude la segretaria Fp Cgil - soffre fortemente di questa condizione. Ed è proprio alla polizia penitenziaria che viene poi richiesto di far fronte alle esigenze e di adibirsi a compiti che non le sono propri, quali quelli di educatori, assistenti sociali, uscieri e contabili”.
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