Sabato 18 Maggio 2013
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

 

                                                                           ARCHIVIO "STORICO"

                                                                                  link_ristretti_vecchio

Login



 

 

Padova: suicida detenuto italiano di 25 anni, avrebbe terminato la pena tra soli tre mesi

PDF Stampa
Condividi
Ansa, 1 luglio 2010

Santino Mantice, classe 1985, si è ucciso impiccandosi nella sua cella della casa di reclusione di Padova. Avrebbe terminato la pena tra soli tre mesi. A darne notizia l’Osservatorio permanente sulle morti in carcere che rileva che nel solo mese di giugno nelle carceri italiane si sono impiccati sei detenuti, inoltre un detenuto semilibero si è suicidato, impiccandosi a un albero in provincia di Bolzano, quando ha saputo di dover tornare in carcere, e un giovane immigrato si è impiccato nella “cella di sicurezza” della questura di Agrigento. Dall’inizio dell’anno sono già 29 i detenuti suicidi per impiccagione, mentre sei sono morti asfissiandosi con il gas delle bombolette. Il suicidio di Santino Mantice è il 590esimo avvenuto nelle carceri italiane dal 2000 a oggi.

Dap: detenuto suicida è il 33/mo da inizio anno

Secondo le rilevazioni ufficiali del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, con il suicidio di Santino Mantice nella casa circondariale di Padova, sono 33 i detenuti che si sono tolti la vita in carcere dall’inizio dell’anno. L’apparente difformità della cifra rispetto a quella dell’Osservatorio permanente sulle morti in carcere è spiegato da fonti dello stesso Osservatorio: “le statistiche ufficiali prendono in considerazione soltanto coloro che muoiono all’interno degli istituti di pena, escludendo addirittura i detenuti che vengono ritrovati ancora in vita e poi muoiono durante il trasporto all’ospedale”. Secondo l’Osservatorio, invece, tra le “morti di carcere” vanno ricompresi tutti quei casi in cui una persona privata della libertà, affidata in “custodia” a rappresentanti dello Stato, si toglie la vita.

A Padova si impicca un ragazzo di 25 anni… ma l’on Casellati lo sa?
di Riccardo Arena (www.radiocarcere.com)

Santino Mantice, di soli 25 anni, si è suicidato ieri nel carcere di Padova. Santono Mantice si è impiccato nella sua cella, avrebbe terminato la pena tra 3 mesi. Pare che Santino fosse detenuto nel reparto dell’infermeria. Reparto dove i detenuti sono imbottiti di psicofarmaci e dove vivono in 3 dentro celle grandi appena 9 mq. Santino come tanti altri spesso si auto lesionava ed era disperato. Lascia una moglie e una bambina di 2 anni.
Salgono così a 29 le persone detenute che si sono impiccate dall’inizio dell’anno. Un dato che non preoccupa l’on Alberti Casellati che recentemente ha affermato: 1. che n Italia ci sono meno suicidi che nelle altre carceri europee (affermazione smentita a Radio Carcere su Radio Radicale da Mauro Palma , Presidente del Comitato di prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa). 2. che i suicidi non sono legati al sovraffollamento (affermazione che si smentisce da sola).

Pubblichiamo una lettera scritta dai detenuti di Padova dove si parla anche si Santino

Carissimo Arena, siamo un gruppo di detenuti del reparto di infermeria del carcere di Padova. Un luogo dove dovremo essere curati e dove invece siamo portati verso l’esasperazione. Devi sapere infatti che qui i medici se ne fregano di noi che soffriamo ed anche gli operatori del carcere ci ignorano. Insomma un trattamento che porta molti verso la disperazione. Non a caso l’altro giorno un ragazzo che si chiama Camel ha cercato di uccidersi tagliandosi la gola e siamo stati noi a dare l’allarme, perché altrimenti sarebbe morto. Oppure un altro ragazzo, che si chiama Santino, l’altro giorno, sempre per la disperazione si è tagliato le vene. Caro Arena, qui siamo davvero in un inferno. Ovvero in un luogo dove la pena di morte è di fatto autorizzata.

200 persone in un corteo notturno di solidarietà ai detenuti (Il Mattino di Padova)

Oltre duecento persone hanno sfilato in corteo lunedì notte dal festival di Radio Sherwood al carcere Due Palazzi. L’iniziativa di solidarietà ai detenuti, “Illuminiamo la realtà del carcere”, è stata promossa in occasione del dibattito “Pratiche di autotutela per il diritto alla libertà” svoltosi negli spazi del parcheggio nord allo stadio Euganeo.
Ad animare la discussione don Andrea Gallo, fondatore nel 1975 della comunità San Benedetto al Porto di Genova, da sempre a fianco degli emarginati con particolare attenzione al mondo della tossicodipendenza da sostanze illegali, da alcool e del disagio psichico; e Alessandro Metz, rappresentante di Carta di Trieste. Tra i temi toccati dal sacerdote ottantenne, anche il taglio alle comunità assistenziali e il sovraffollamento delle carceri italiane, secondo don Gallo riconducibile anche agli effetti delle leggi Fini-Giovanardi e Bossi-Fini.
Verso le 23 dal festival è partito un corteo che ha raggiunto prima la casa penale e quindi il circondariale del complesso carcerario Due Palazzi, preceduto da un camion che trasmetteva musica - tra cui “Liberi tutti” dei Subsonica - e gli interventi degli organizzatori. A esprimere la solidarietà ai detenuti all’esterno delle strutture carcerarie sono stati Luca Casarini, Alessandro Metz e Sebastian Kohlscheen. Non sono mancate le proteste dei residenti, disturbati dalla musica che usciva dalle casse montate sul camion che apriva il corteo. Proteste che hanno indotto la polizia ad intervenire per far abbassare il volume degli altoparlanti.
 

 

 

  02_copy

 

 

 

progetto_carcere_scuole

 

 

 

murati_vivi

 

 

 

 

 

 

 

 

banner6gif

 

 

 

logo_federazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it