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Padova: Cisl-Fp "va tutelata la sicurezza, per ricoverare i detenuti serve reparto-bunker"

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di Sabrina Tome

 

Il Mattino di Padova, 17 ottobre 2015

 

Ogni settimana tre ricoveri di carcerati: i sindacati di sanità e polizia penitenziaria chiedono un'area riservata. Roveron, Cisl: a rischio cittadini, infermieri e agenti. Due in un mese e mezzo non sono più soltanto un caso, ma diventano un problema. Il 3 settembre scorso un detenuto, ricoverato con la Tbc nel reparto di Malattie Infettive, era riuscito a scappare calandosi dal balcone. Ieri un altro carcerato si è dato alla fuga passando dalla finestra del secondo piano del Monoblocco. E potrebbe succedere di nuovo considerato che gli "inquilini" del Due Palazzi sono una media di 1.000, che il 60% di loro soffre di una qualche patologia e che ogni settimana si contano tre ricoveri in ospedale.

Per questo il sindacato scende in campo chiedendo con forza, a livello locale e regionale, un intervento a tutela della sicurezza dei cittadini, dei lavoratori della sanità e dì quelli della polizia penitenziaria. "Chiediamo alcune stanze riservate ai detenuti oppure, a livello regionale, la creazione di un reparto-bunker", elenca Michele Roveron, segretario generale della Cisl Fp annunciando l'intenzione di sollecitare un incontro con i direttori generali delle aziende sanitarie padovane e interessando altresì l'assessore regionale alla Sanità Luca Coletto.

"Si è verificata un'altra evasione, con un pregiudizio per la sicurezza dei cittadini, degli infermieri, degli agenti dì polizia penitenziaria", afferma Roveron, "Ci sono a questo punto due possibilità. La prima: si possono individuare due o tre stanze riservate ai carcerati e una per il personale di polizia che li deve sorvegliare. La seconda: creare un reparto dedicato considerando anche altre realtà carcerarie al di fuori di quella padovana".

Va ricordato che in Azienda Ospedaliera, fino a 13 anni fa esisteva un bunker e che successivamente è stato fatto un progetto (rimasto tale) per la sua riapertura al terzo piano del Monoblocco. I detenuti avrebbero potuto contare su un'area di 280 metri e su sette posti letto; ci sarebbe stata una zona d'ingresso controllata e un'ulteriore guardiola. Il costo dell'intervento era di 700 mila euro, con finanziamento della Regione. Il bunker e rimasto nella carta, ora però - alla luce delle due evasioni dall'Azienda Ospedaliera - torna dì estrema attualità.

"Ci tacciamo carico di questo problema affinché venga valutato dagli organi competenti", prosegue Roveron, "Personalmente chiederò un incontro con i direttori generali delle aziende sanitarie padovane, mentre i colleghi si interesseranno a livello regionale con l'assessore alla Sanità Luca Colletto". A sostenere tale battaglia anche Giuseppe Terraciano, segretario Cisl Sicurezza, con riferimento ai problemi del comparto da lui rappresentato. Che non solo soltanto di sicurezza, ma anche di organizzazione del lavoro. Con una media di tre ricoveri settimanali di detenuti, infatti, devono spostarsi anche gli agenti: circa 24 ogni settimana. E questo, sotto il profilo logistico, crea diversi disagi.

 

 

 



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