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Orfani del femminicidio, le vittime collaterali

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di Massimo Gramellini

 

Corriere della Sera, 6 dicembre 2018

 

Alcune settimane fa, Giusi Fasano ha raccolto per la "Ventisettesima Ora" del Corriere la testimonianza di Renato, un signore di 74 anni che, assieme alla moglie, si occupa di due nipotini doppiamente orfani: hanno perso la madre, morta davanti ai loro occhi, ma anche il padre, perché è stato lui ad accoltellarla.

Il nonno materno raccontava la vita grama delle "vittime collaterali" di un femminicidio. Le spese per gli psicologi e gli insegnanti di sostegno dei bimbi, le medicine per farli dormire, le rate del mutuo della casa appartenuta alla mamma. Renato ammetteva di tirare la cinghia, ma non chiedeva soldi, solo qualche facilitazione burocratica.

Invece è stato travolto dal cuore dei lettori. Gli adulti hanno spedito denaro e i bambini i loro giocattoli, gli avvocati hanno offerto assistenza gratuita e altri si sono proposti per sbrigare pratiche e organizzare collette. Tutti al telefono esordivano con la stessa frase: "Che cosa possiamo fare?".

Bella domanda. Mi è tornata alla mente quando ho letto che l'emendamento di Mara Carfagna che destinava io milioni di euro alle "vittime collaterali" dei femminicidi era stato bocciato dalla commissione Bilancio della Camera. Che cosa possiamo fare? Una maggioranza che si proclama populista dovrebbe conoscere la risposta: la stessa dei lettori del Corriere. Ma se toglie soldi ai nonni di quei bambini per darli ai "navigator" di Di Maio, viene il sospetto che non sappia più che cosa fare e quindi possa fare di tutto.

 

 

 



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