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Oggi è l'ultimo giorno utile per ripristinare la legalità nelle carceri

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di Damiano Aliprandi

 

Il Dubbio, 13 marzo 2018

 

Oggi è l'ultimo giorno disponibile per licenziare, da parte del Consiglio dei ministri, il decreto attuativo della riforma dell'Ordinamento penitenziario. Si tratta del decreto già esaminato dalle commissioni giustizia delle camere, che il Consiglio dei ministri potrebbe licenziarlo oggi.

Perché è l'ultima data utile? Se il governo non intende conformarsi ai pareri parlamentari, dovrà trasmettere nuovamente gli schemi alle Camere con i necessari elementi informativi e le motivazioni delle scelte legislative. Le Commissioni dovranno poi esprimersi nei successivi 10 giorni. Decorso tale termine, i pareri potranno comunque essere adottati.

Ecco perché è importante che il governo si riunisca oggi. Sono i 10 giorni che fanno la differenza. Basterebbe un giorno in più è il decimo giorno scade esattamente quando si è già insediato il nuovo Parlamento. A livello teorico, ci sarebbe ancora un margine di circa cinque giorni dall'insediamento della nuova legislatura e il Consiglio dei ministri attualmente in carica potrebbe avere una remota possibilità per dare l'ok definitivo. Però si entra nel campo dell'improbabilità.

A fare pressione al governo, come già annunciato, è l'Unione delle camere penali italiane. Nelle giornate di mobilitazione e di astensione dalle udienze di oggi e domani contro la mancata riforma dell'Ordinamento penitenziario, i penalisti sono in prima fila per esprimere il forte dissenso nei confronti di una politica che calpesta i diritti fondamentali dei detenuti e nega il principio costituzionale di rieducazione e reinserimento sociale del condannato.

Questa mattina ci sarà a Roma (dalle ore 9,30), presso la Residenza di Ripetta (via Ripetta 231), la manifestazione organizzata dall'Ucpi contro la mancata riforma dell'Ordinamento penitenziario. La mobilitazione, si legge nel comunicato dell'Unione, "vuole essere un ulteriore forte richiamo al governo affinché, prima dell'oramai prossima scadenza, approvi il testo già sottoposto al vaglio del Consiglio dei ministri, dando voce a tutti coloro che autorevolmente si sono in questi mesi espressi a favore della riforma".

La riforma dell'Ordinamento penitenziario voluta dal ministro Orlando, ricorda l'Ucpi, è "stata salutata dall'avvocatura penale come una grande riforma organica dell'esecuzione penale con la quale, dopo oltre quaranta anni, si è tornati a porre la finalità rieducativa ed il reinserimento sociale del condannato al centro della legislazione penale nella luce dei principi affermati dall'art. 27 c. 3 della Costituzione".

La riforma "pone ancora una volta l'Italia all'avanguardia nella elaborazione dei più avanzati strumenti di recupero e di trattamento penitenziario", affermano i penalisti, secondo i quali "i pareri non vincolanti espressi dalle Commissioni giustizia del Parlamento non possono costituire un ostacolo all'iter di approvazione definitiva della legge, dovendo il governo restare fedele allo spirito della riforma ed alla lettera della delega".

La manifestazione si apre alle 9,30 con i saluti dell'avvocato Cesare Placanica, presidente della Camera penale di Roma. Alle ore 10 c'è l'appello al governo per la riforma penitenziaria con gli interventi del professor Giovanni Fiandaca, già Ordinario di diritto penale, Università di Palermo; la dottoressa Laura Longo, già magistrato di sorveglianza del Tribunale di Roma; il professore Giovanni Maria Flick, già presidente della Corte costituzionale; Patrizio Gonnella, presidente di Antigone e l'avvocato Riccardo Polidoro, responsabile osservatorio carcere dell'Unione delle camere penali.

A concludere gli interventi c'è il presidente dell'Ucpi Beniamino Migliucci. Alle ore 11:30 si discute del libro Uno sguardo nel carcere - Un ambasciatore a Regina Coeli. Ad introdurlo c'è l'avvocato Gianluca Tognazzi, del direttivo della Camera penale di Roma, e se ne discute con l'autore del libro Claudio Moreno, la coordinatrice presidenza del Partito Radicale Rita Bernardini, il già procuratore generale Vitaliano Esposito, Piero Sansonetti. Marisa Laurito leggerà alcuni brani del libro che narra di una penosa detenzione con descrizioni appassionate delle modalità di vita in carcere, delle regole non scritte, delle drammatiche condizioni di sovraffollamento, dei suicidi e di tanti altri gravi problemi che affliggono i giovani e gli adulti detenuti. Una descrizione meticolosa in tutti i suoi aspetti quotidiani delle giornate trascorse in carcere raccontate dall'autore anche attraverso ritratti di personaggi reclusi di diverse provenienze territoriali.

 

 

 



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