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Nuova legge Immigrati. 26 sezioni specializzate per gestire il contenzioso

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di Giuseppe Buffone

 

Il Sole 24 Ore, 1 maggio 2017

 

Nella "Gazzetta Ufficiale" n. 90 del 18 aprile 2017 è stata pubblicata la legge 13 aprile 2017 n. 46, di conversione del decreto legge 17 febbraio 2017 n. 13, recante "disposizioni urgenti per l'accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell'immigrazione illegale".


Nelle more, il Consiglio superiore della magistratura ha già messo mano agli atti consiliari necessari per dare attuazione ai profili organizzativi delegatigli dal Legislatore della decretazione d'urgenza. Gli altri provvedimenti approdati in Gazzetta - Nel frattempo sono stati pubblicati sulla Gazzetta altri due provvedimenti di fatto "collegati" al decreto "Minniti": la legge 7 aprile 2017 n. 47 contenente disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati, pubblicata sulla "Gazzetta Ufficiale" del 21 aprile 2017 n. 93, e il decreto del ministero dell'Interno 10 febbraio 2017 sulla determinazione delle modalità e dei termini per garantire ai cittadini stranieri interessati le informazioni di cui all'articolo 6, paragrafo 2, della direttiva 2009/52/CE, che introduce norme minime relative a sanzioni ed a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare, recepita con il decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109, uscito lo scorso 21 aprile sulla "Gazzetta Ufficiale" n. 93.
La conversione del decreto legge 13/2017 - La legge di conversione conferma il leit motiv della riforma: nuove competenze specializzate a organico invariato. Sostanzialmente, i tribunali ospitanti le costituende sezioni specializzate in materia di immigrazione dovranno far nascere i nuovi centri di competenze usando i magistrati in servizio, senza poter beneficiare di nuovi giudici, togati o onorari. Questo comporta essenzialmente almeno due conseguenze:
a) i magistrati addetti alle nuove sezioni specializzate saranno necessariamente recuperati da altre sezioni, ordinarie (se le specializzate accelerano i ritmi di lavoro, c'è il rischio che le altre li rallentino, visto che perdono risorse);
b) le sezioni specializzate potranno, tendenzialmente, ospitare magistrati con funzioni promiscue (in mancanza di giudici in numero sufficiente, alcuni potrebbero essere addetti ad affari ordinari e ad affari specializzati).
Ventisei sezioni presso le corti di appello - La legge di conversione n. 46 del 2017 introduce delle importanti modificazioni al decreto legge 17/2017. In primo luogo, ai sensi dell'articolo 1 del decreto legge 13/2017, come modificato dalla legge di conversione, le sezioni specializzate in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione europea sono istituite "presso ogni tribunale ordinario del luogo ove ha sede la Corte di Appello". Viene quindi abbandonata l'idea di soli 14 poli giurisdizionali di riferimento e si passa a 26 sezioni in tutto. Questa scelta è senz'altro da salutare con favore perché garantisce una maggiore prossimità del servizio pubblico di Giustizia (all'utente) e una migliore distribuzione delle controversie tra i tribunali italiani.

 

 

 

 

 

 

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