Non ci furono tangenti, Filippo Penati assolto per il "Sistema Sesto"

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La Repubblica, 11 dicembre 2015

 

Il tribunale scagiona l'ex presidente Pd della Provincia di Milano Filippo Penati: "Il fatto non sussiste". Filippo Penati non è stato corrotto da Piero Di Caterina e non lo ha favorito con appalti e contratti per ricompensarlo dei soldi che l'imprenditore gli avrebbe "prestato" per oltre dieci anni. Il tribunale di Monza (presidente Giuseppe Airò) manda in frantumi l'inchiesta sul "Sistema Sesto", assolvendo tutti i dieci imputati, più la società Codelfa, "perché il fatto non sussiste".

Assolto Penati, ex presidente della provincia di Milano ed ex braccio destro di Pierluigi Bersani al vertice del Pd. Assolti anche Renato Sarno, l'architetto considerato dall'accusa "l'uomo dei fondi neri" di Penati, che ha trascorso sei mesi in carcere; Bruno Binasco, ex manager di Gavio, che aveva firmato quella che per l'accusa era una finta compravendita che (su ordine di Penati) garantì due milioni di caparra a Di Caterina; Antonino Princiotta, ex segretario della Provincia di Milano; Norberto Moser, manager di Codelfa; Massimo Di Marco, ad di Serravalle; Gianlorenzo De Vincenzi, manager di Serravalle. Come aveva chiesto l'accusa, assolto il capo di gabinetto di Penati, Giordano Vimercati. No anche alla confisca di 14 milioni incassati da Codelfa. Assolti (ma, per la corruzione ad alcuni amministratori locali, solo per prescrizione) gli imprenditori Piero Di Caterina e Giuseppe Pasini, gli accusatori di Penati. Per i pm pesa la prescrizione sul processo sulle aree ex Falck, il filone di indagine principale, intervenuta per via della legge Severino.