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Ergastolo ostativo: l'aula beffa la Consulta PDF Stampa
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di Otello Lupacchini


Il Riformista, 8 dicembre 2021

 

Investita della questione se l'esclusione del beneficio penitenziario ai condannati all'ergastolo per reati di mafia, che non abbiano collaborato con la Giustizia, sia contraria all'art. 27 della Costituzione e all'art. 3 della Cedu, la Consulta ha scelto di rinviare la decisione, per dare tempo al Parlamento di porre mano a una necessaria riforma.

Ma il "testo base" per la riforma dell'ergastolo ostativo licenziato dalla commissione Giustizia alla Camera rende diabolica e inarrivabile per il recluso la certezza della prova, e quindi la possibilità di accedere alle misure premiali, in evidente contrasto con le istanze riformatrici della Consulta e dalla Corte di Strasburgo.

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Radicalizzazione. Nelle carceri non solo mediatori culturali, ma personale altamente qualificato PDF Stampa
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di Stefano Piazza


La Verità, 8 dicembre 2021

 

Lo scorso 29 novembre è iniziata alla Camera dei deputati la discussione della nuova proposta di legge sulla deradicalizzazione e sulla prevenzione del terrorismo. Si tratta del testo presentato all'inizio della legislatura da Emanuele Fiano (Pd) che ricalca quello preparato da Andrea Manciulli (Pd) e Stefano Dambruoso in quella passata quando fu approvato alla Camera ma non al Senato a causa della caduta dell'esecutivo.

La proposta di legge che è stata presentata lo scorso 25 novembre nella sede del gruppo Pd della Camera è il risultato della mediazione avvenuta con il parlamentare di Forza Italia Matteo Perego Di Cremnago che aveva messo l'accento nella sua proposta anche sugli estremismi di destra e di sinistra. Se durante il dibattito non ci saranno particolari difficoltà, la Camera potrebbe approvare la nuova legge entro metà dicembre, giusto prima della discussione sulla legge di Bilancio.

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Folli rei e Rems, scongiurare il ritorno agli Opg PDF Stampa
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di Daniele Piccione


Il Manifesto, 8 dicembre 2021

 

A giorni, la Corte costituzionale sarà chiamata ad esprimersi sulla legittimità della legge con la quale, nel 2014, si pose fine alla tragica storia di un'istituzione tra le più dannose nel panorama novecentesco. Gli ospedali psichiatrici giudiziari erano nati al principio del secolo scorso ed erano stati pensati per controllare e curare il folle - reo, ovvero l'autore di reato infermo di mente. Seguiva la non imputabilità e l'etichetta di pericoloso socialmente. Implacabili luoghi di confino per persone bisognose di cura, gli ospedali psichiatrici giudiziari resistettero a lungo, impedendo il recupero del reo folle. Finalmente il legislatore, grazie ad una decisiva inchiesta condotta da una Commissione del Senato, ne sancì la morte definitiva, sette anni fa. Così come fu per la legge Basaglia, tuttavia, il Parlamento non volle sostituire un'istituzione totale con un'altra.

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Zagrebelsky: "Malati psichiatrici dietro le sbarre: l'ultima vergogna del sistema carceri" PDF Stampa
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ripartelitalia.it, 8 dicembre 2021


Grazie all'intervento e alle ripetute denunce dell'associazione Antigone e di Monica Gallo, garante dei detenuti di Torino, è stato finalmente possibile sgomberare il padiglione del carcere Lorusso e Cutugno di Torino - che verrà poi ristrutturato - utilizzato per i detenuti con problemi psichiatrici. Lo evidenzia il presidente emerito della Corte Costituzionale, Gustavo Zagrebelsky, che ribadisce: "viene rimossa una situazione di inumanità degradante, legata principalmente allo stato materiale di quei locali. Ma rimane un problema generale, che riguarda la società nel suo insieme e specialmente quei detenuti, in più malati, che sono nelle mani e nella responsabilità dello Stato".

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Covid e vaccini. Oltre il 90% dei detenuti con almeno una dose PDF Stampa
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Adnkronos, 8 dicembre 2021


Oltre il 90 per cento dei detenuti in Italia è stato vaccinato "almeno con la prima dose". Con punte che superano il cento per cento, come a Bolzano. Mentre oltre il 70 per cento dei detenuti ha fatto anche la seconda o la terza dose. Sono numeri record quelli che emergono dal Dap, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, sulle vaccinazioni ai detenuti. L'Adnkronos ha potuto visionare i dati, regione per regione. Tra le regioni con il numero più basso di vaccinati, ma comunque con cifre record, spicca la Sicilia. Dove è stato vaccinato all'incirca l'80 per cento dei carcerati.

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