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Napoli: "film in cella, polemica assurda"

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di Luigi Nicolosi

 

Il Roma, 10 gennaio 2019

 

L'ex narcos interpreta un agente a Poggioreale, il garante dei detenuti Ciambriello: "Pensiamo al reinserimento sociale". "Una polemica surreale". Il giudizio di Samuele Ciambriello, garante dei detenuti della Regione Campania, è tranchant.

Il professore replica così all'indomani della bufera sollevata dai sindacati di polizia penitenziaria che non avevano affatto gradito la presenza di Pietro Ioia, ex narcos di Forcella, nei panni di "secondino" nel nuovo film prodotto da Matteo Garrone, di cui alcune scene sono state girare la scorsa settimana all'interno della casa circondariale di Poggioreale: "L'unico rischio è che Ioia si ritrovi a essere oggetto di una strumentalizzazione, forse involontaria o forse no, ad ogni modo vedremo quali saranno le battute previste per il suo copione. Quanto ai baschi azzurri, non è purtroppo la prima volta che diffondono comunicati sopra le righe".

Il Garante regionale dei detenuti esprime dunque con parole chiare il proprio punto di vista sulla querelle: "Garrone, lo sappiamo bene, è un maestro del cinema e in questa circostanza è stato abile a usare Ioia nella classica "legge del contrappasso". Resta però da capire cosa di preciso gli farà dire. Spero che siano quantomeno delle parole congrue, che non finiscano per alimentare ulteriori tensioni".

Ciambriello riserva quindi una tirata d'orecchie ai sindacati Osapp e Uspp, che due giorni fa avevano duramente attaccato Ioia: "Come garante - ricorda - sono ormai abituato ai loro comunicati spesso sopra le righe, la mia impressione è che manchi proprio un'idea di futuro e di inserimento sociale per gli ex detenuti. Per loro un uomo che ha commesso un reato, anche dopo aver scontato la condanna, quasi sempre resta inchiodato a una sorta di fine pena mai. Queste persone non devono essere osteggiate, bensì incoraggiate. E se recitare una parte in un film può rappresentare un passo in avanti in quest'ottica che ben venga. La tossina del male deve essere estirpata già in carcere applicando ogni giorno la Costituzione".

Ciambriello lancia quindi un appello accorato proprio agli agenti del corpo di polizia penitenziaria: "Cerchiamo di non esasperare ulteriormente gli animi. Proviamo invece a mettere in risalto anche le cose positive, soprattutto nell'ottica del reinserimento sociale degli ex detenuti".

Sul punto, la strada da percorre è purtroppo ancora molto lunga: "Ma - precisa il professore Ciambriello - alcuni miglioramenti si stanno già vedendo. In molte carceri della Campania, Poggioreale e Secondigliano compresi, si stanno avviando sempre più progetti di coinvolgimento dei detenuti in lavori di pubblica utilità, spesso di pari passo con dei percorsi di formazione culturale. L'obiettivo dev'essere quello di coltivare sempre di più il bello e mi pare che il Dap stesso stiamo sempre più facendo proprio questo principio".

Tutto bene quindi? Non proprio: "Le note stonate non mancano - avverte il Garante regionale - a preoccuparmi in questo momento sono soprattutto le cifre relative ai suicidi in cella e alle centinaia di casi di malasanità carceraria. Statistiche che nel 2018 anche in Campania hanno rivelato un non trascurabile incremento. È arrivato il momento di archiviare al più presto la stagione dei rimpalli di responsabilità e decidersi a cambiare passo una volta per tutte".

 

 

 



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