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Napoli: detenuto ucciso da un malore, giallo sui soccorsi a Poggioreale

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di Luigi Nicolosi

 

Il Roma, 12 febbraio 2019

 

Ancora un decesso in cella e sulla casa circondariale di Poggioreale si abbatte una nuova ondata di polemiche. A perdere la vita, stroncato da un malore, è stato la notte scorsa il 34enne Claudio Volpe, detenuto dal giugno del 2017 dopo essere stato sorpreso dalle forze dell'ordine a smerciare droga in una delle "basi" del clan Puccinelli-Petrone, al rione Traiano. Il detenuto, stando a una prima ricostruzione dei fatti, già da qualche giorno non godeva di buona salute. Aveva febbre alta e difficoltà deambulatone, tanto essere stato accompagnato più di una volta in infermeria. Il suo quadro clinico non è però mai migliorato, anzi: domenica notte è quindi arrivato il drammatico epilogo.

Claudio Volpe, 34 anni, sarebbe stato stroncato da un infarto. Il primo a dare notizia dell'episodio è stato il garante dei detenuti della Regione Campania, Samuele Ciambriello, che ha invitato gli organi preposti a verificare se i defibrillatori nel carcere di Poggioreale e anche nel carcere di Secondigliano siano funzionanti: "Lo chiediamo - spiega il professore - perché ci giunge notizia che manchino le placche oppure che sono scadute".

Volpe era ristretto nel padiglione Milano. Aveva la lebbre molto alta. Le sue condizioni di salute si sono ulteriormente aggravate e il personale medico non ha fatto in tempo a chiamare il 118. Quello appena trascorso è stato un fine settimana a dir poco complicato per il carcere di Poggioreale. Sempre nella giornata di domenica, infatti, un 21 enne detenuto nel padiglione Avellino, nella cosiddetta sezione "Protetti", si è ferito volontariamente dopo avere dato fuoco alla propria cella. Dopo aver incendiato la stanza è stato trasferito nel padiglione Livorno dove si è procurato delle ferite sul corpo. "Gli episodi di autolesionismo nelle carceri - commenta Ciambriello - sono ormai quotidiani. Casi analoghi si sono verificati in questi giorni a Santa Maria Capua Vetere e nel carcere di Salerno".

Il Garante chiede, dunque, "un aumento, immediato, del numero di agenti di polizia penitenziaria: di pomeriggio e di notte il personale è ridotto ai minimi termini e un potenziamento del numero di infermieri e medici, soprattutto dopo le 14,30". Anche per il segretario dell'Uspp, Ciro Auricchio, "il potenziamento del personale non è più procrastinabile: gli agenti ormai lavorano in condizioni di enorme stress, lo denunciamo da anni ma finora non ci è ancora giunta alcuna risposta".

Quanto a Claudio Volpe, il suo era un volto ben noto agli archivi delle forze dell'ordine. Pregiudicato per reati di droga, l'ultima volta in cui il 34enne di Fuorigrotta è finito in manette risale all'11 giugno del 2017. In quella circostanza il pusher venne "pizzicato" in una delle piazze di spaccio del rione Traiano con 530 grammi di marijuana e 62 di cocaina: la zona in cui fu eseguito l'arresto, oggi come all'epoca, è considerata una delle rocca forti del clan Puccinelli-Petrone. Ma Volpe stava scontando la sua pena e il tragico epilogo della notte scorsa poteva forse essere evitato.

Ne è convinto Pietro Ioia, presidente dell'associazione Ex Don. che attacca: "Il detenuto, che era sofferente già da tre giorni, doveva essere ricoverato in ospedale. Sarebbe bastato poco per evitare questa tragedia e invece ci ritroviamo ancora una volta a piangere un morto a Poggioreale. La malasanità in quell'istituto di pena è diventata ormai una vera e propria piaga". Da oggi i detenuti del padiglione Milano hanno indetto una protesta che andrà avanti per i prossimi tre giorni.

 

 

 



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