Venerdì 15 Febbraio 2019
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Motivi razziali, ma l'ingiuria non è reato

PDF Stampa
Condividi

Italia Oggi, 11 febbraio 2019

 

Il reato di ingiuria aggravato da motivi razziali non è più reato. Lo spiega, in punto di diritto, la quinta sezione penale della suprema Corte di cassazione, nella sentenza 246112019 di gennaio. Rendendo atto delle modifiche del decreto svuota carceri n. 7 del 2016, la Corte di cassazione ha annullato senza rinvio una decisione di secondo grado della corte di appello di Firenze, che condannava il ricorrente per il reato d'ingiuria aggravato da motivi razziali, perché l'ingiuria per il nostro ordinamento non costituisce più un illecito penale.

Non solo, alla luce della sentenza delle Sezioni unite n. 46688/2016, una volta che il fatto non è più previsto dalla legge come reato, al giudice dell'impugnazione spetta anche revocare i capi della sentenza relativi agli interessi civili, pronuncia che, tuttavia, non fa venire meno la possibilità per la parte civile, di agire per il risarcimento danno, nella sua sede naturale, presentando domanda "ex novo".

In particolare gli ermellini spiegano che il fatto "si riverbera anche sui capi concernenti gli interessi civili, ossia sull'intervenuta condanna al risarcimento del danno, determinando il venir meno del nesso sostanziale tra un fatto penalmente rilevante e l'accusato la preclusione a decidere in merito agli effetti civili, in considerazione della regola generale del collegamento necessario tra condanna e statuizioni civili del giudice penale, della tassatività della deroga prevista dall'articolo 578 del codice di procedura penale e della diversa disciplina sancita dall'art. 9 del decreto legislativo n. 8 del 2016 per gli illeciti oggetto di depenalizzazione, non prevista per le ipotesi di abolitio criminis dal decreto legislativo n. 7 del 2016, né ad esse applicabile in via analogica".

Infine gli ermellini, interpretando la sentenza, citano anche i passi in cui viene recitato che "in caso di sentenza di condanna relativa a un reato successivamente abrogato e qualificato come illecito civile ai sensi del dlgs 15 gennaio 2016, n. 7, il giudice dell'impugnazione, nel dichiarare che il fatto non è previsto dalla legge come reato, deve revocare anche i capi della sentenza che concernono gli interessi civili".

 

 

 



06


06

 

 

 06

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it