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Monza: volontario a 90 anni, così nonno Mario estingue la pena

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di Federico Berni

 

Corriere della Sera, 8 gennaio 2019

 

La scelta di nonno Mario: "messa in prova" al posto della condanna per aver investito uno scooterista. "Non voglio vedere macchiata la fedina penale dopo aver basato l'esistenza su lavoro e aiuto al prossimo". Di vedere macchiata la sua fedina penale a 91 anni, dopo aver basato la propria esistenza su principi onesti come il lavoro e l'aiuto al prossimo, non ne voleva sapere. Per Mario P., monzese di San Rocco, rione popolare del capoluogo brianzolo, finito sotto processo per lesioni colpose a seguito di un incidente stradale in cui ferì un motociclista, la possibilità di redimersi arriva attraverso "l'istituto della messa alla prova". Farà volontariato sociale presso una cooperativa. Nessuna fatica, per lui, nonostante l'età. Perché "nonno Mario", come veniva chiamato dai bimbi delle scuole elementari della città, nella sua vita si è sempre messo a disposizione della comunità. La sua passione per la botanica e la coltivazione dell'orto, trasmessa ai giovani alunni, gli è valsa anche, in passato, il riconoscimento del "Giovannino", l'equivalente monzese dell'Ambrogino.

Storia emersa da palazzo di giustizia nello stesso periodo in cui il tribunale di Sorveglianza di Milano scarcerava l'ex golden boy del centrodestra lombardo Massimo Ponzoni, condannato in via definitiva a cinque anni e dieci mesi per corruzione e bancarotta, liberandolo con l'obbligo di svolgere attività lavorativa in un centro benessere di Seregno. Notizia che ha sollevato qualche ironia, in ambienti giudiziari e non solo, visto che l'ex assessore regionale Ponzoni, come emerso anche dal processo che lo ha riguardato, non era uno che si risparmiava viaggi, serate di rappresentanza e vacanze tra la Tunisia e la Costa Azzurra.

Per il pensionato Mario P., invece, tutto nasce da una distrazione al volante, a maggio dell'anno scorso quando, a un incrocio stradale del suo quartiere, urtò un uomo in sella al suo scooter facendolo cadere al suolo, e provocandogli la rottura di una clavicola. Vicenda dalla quale è derivata l'accusa e il relativo procedimento giudiziario in tribunale. Per Mario, assistito dall'avvocato Luigi Peronetti, anche la più lieve condanna sarebbe stata insopportabile. Già è stata dura, assicura chi lo conosce, accettare l'idea di aver fatto del male ad un'altra persona (che fortunatamente si poi ristabilita dopo l'incidente).

Pensare poi di vedere, a novant'anni compiuti, una piccola ombra macchiare una condotta vita sempre specchiata, gli levava il sonno. La legge, per i reati puniti sotto una certa soglia, prevede la possibilità, a favore delle persone incensurate, di sospendere il processo attraverso l'istituto della "messa alla prova", che può implicare, tra le altre cose, anche lo svolgimento di "attività di volontariato di rilievo sociale". Una cooperativa del territorio si è mostrata disponibile a prendersi carico della sua posizione, compatibilmente con quanto possono concedere le condizioni fisiche di un ultranovantenne, anche se in salute come lui.

 

 

 

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