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Misure di prevenzione a perimetro temporale certo

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di Alessandro Galimberti

 

Il Sole 24 Ore, 10 luglio 2018

 

Corte di Cassazione, Seconda Sezione Penale, sentenza 30974/18 del 9 luglio 2018. Le misure di prevenzione patrimoniale legate alla "pericolosità generica" possono essere applicate solo nello "spazio temporale" delimitato dal giudice e adeguatamente motivato, In sostanza, nei periodi in cui non è provato il ricorso a "espedienti" per sbarcare il lunario da parte del proposto alla misura, il giudice non potrà invertire l'onere della prova scaricandolo sul soggetto raggiunto dal sequestro.

La Seconda penale della Cassazione (sentenza 30974/18) torna sulle misure del Codice antimafia (Dlgs 159/2011) per sottolineare la differenza di trattamento tra pericolosità generica (che richiede una più incisiva perimetrazione della prova) e pericolosità "qualificata" che consente un'applicazione più estesa delle misure antimafia. Anche per quest'ultima, tuttavia, il provvedimento ablativo dovrà dimostrare con chiarezza se la pericolosità caratterizza "l'intero percorso esistenziale" del candidato o solo una parte più o meno prolungata della sua "carriera".

Ma quanto alla prima (la "generica") il criterio, scrive la Seconda penale, deve essere rigoroso e rigorosamente delimitato nel tempo. Per questo motivo la Corte ha respinto il ricorso del Pg contro la revoca del sequestro di prevenzione applicato a un soggetto che per una dozzina d'anni aveva interrotto la sua vita sul filo della legalità- e spesso oltre.

La Cassazione nella sentenza ripercorre tutti i passaggi di sdoganamento giurisprudenziale della normativa di prevenzione (dalla Corte Costituzionale alla Cedu, passando anche per il caso Grande Stevens), rimarcando anche i limiti dell'accertamento di specie. Dato per assodato che qui non si tratta di punire fatti illeciti (che integrerebbero reati) ma solo di prevedere ragionevolmente uno stile di vita non adeguato ai canoni comuni (a cominciare dall'assenza di reddito) il giudice potrà utilizzare anche indizi penali, con il solo limite della intervenuta negazione dell'esistenza del fatto proprio in sede penale.

 

 

 

 

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