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Milano: residenza ai senzatetto, "ora reddito e cure sanitarie"

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di Andrea Senesi

 

Corriere della Sera, 4 febbraio 2019

 

Il piano del Comune di Milano, quattro nuovi sportelli e due centri. Gli uffici comunali come residenza anagrafica per poter beneficiare delle cure mediche e del reddito di cittadinanza. Stranieri e italiani che vivono in strada e che non possono accedere ai documenti di base, dalla carta d'identità alla tessera sanitaria: è per loro che sarà esteso l'esperimento della "residenza fittizia" presso alcune case comunali.

Sono già trecento i clochard che nel corso degli ultimi mesi hanno usufruito dell'opportunità, registrando il proprio domicilio presso il Cam Garibaldi. L'amministrazione vuole estendere ora la pratica di regolarizzazione a tutta le zone della città: quattro nuovi sportelli stanno per aprire con l'obiettivo di arrivare a uno per municipio e raddoppiare, "come minimo", la quota dei domiciliati presso le sedi del Comune. Milano come Barcellona.

La tessera sanitaria e gli altri documenti personali sono strumenti indispensabili per accedere al medico di base e, un domani, persino al reddito di cittadinanza. "Grazie a un bando pubblico, allo sportello già attivo in municipio 1 presso il Cam Garibaldi di via Strehler 1, se ne aggiungeranno ulteriori quattro. Via Oglio 18 in zona 4, viale Tibaldi 41 in zona 5, viale Legioni Romane 54 in zona 6 e via Quarenghi 21 in zona 8.

"Nei prossimi mesi - garantiscono da Palazzo Marino - verranno attivati anche quelli nei municipi 2, 3, 7 e 9 in modo che le persone senza fissa dimora, che dimostrino di avere una relazione continuativa con il territorio ed esprimano la volontà di rimanere a Milano, possano essere accompagnati nella presentazione della richiesta della cosiddetta residenza fittizia". L'assessore al Welfare Pierfrancesco Majorino spiega il senso dell'operazione: "Ho il timore che paradossalmente molti senza dimora, tra cui tantissimi italiani, che avrebbero i requisiti per il reddito di cittadinanza rischino di essere tagliati fuori perché incapaci di dimostrare la propria residenza. Agganciarli con gli sportelli vorrà dire tentare di ricostruire il loro quadro anagrafico".

Cinque i morti, da novembre a oggi, tra i senzatetto che dormono per strada anche d'inverno. L'ultimo risale a più di un mese fa, al 2 gennaio. Gli "irriducibili", quelli che rifiutano ogni tipo di ricovero nei 2800 posti letto messi a disposizione dal pubblico e dal privato sociale, sono stimati dagli operatori intorno alle trecento unità (per segnalare le persone in difficoltà è attivo il numero 0288447646).

La rete di accoglienza del Comune si va allargando, proprio in questi giorni, con l'apertura di due nuove strutture. La prima, nella periferia sud della città, in via Ripamonti 580, si trova all'interno di un bene confiscato alla criminalità organizzata che prima ospitava un night club. Il centro, gestito da Remar Italia onlus, vincitrice dell'avviso pubblico, metterà a disposizione 50 posti letto per tutta la durata del piano freddo, fino a fine marzo. Ma l'intenzione dell'amministrazione è di tenerlo aperto in modo permanente trasformandolo in un centro che accolga i clochard insieme ai loro cani.

La seconda struttura è in via Don Carlo San Martino, sopra il centro per anziani "Acquabella", all'interno di uno spazio che era sede dei servizi sociali territoriali. In collaborazione con i gestori, Cisom e Confederazione nazionale delle Misericordie d'Italia, il Comune metterà a disposizione 20 posti letto in piccole stanze da quattro posti ciascuna, con servizio docce e uno spazio comune per i pasti. La sperimentazione durerà fino a fine marzo.

"La nostra azione si sviluppa in una doppia direzione", dice l'assessore Majorino: "Quella di affrontare l'emergenza quando fa particolarmente freddo e quella di rafforzare in maniera sempre più significativa un sistema permanente che si occupi di chi non ha una casa, non solo per dargli un posto dove dormire, ma soprattutto per coinvolgerlo in un percorso di reinclusione sociale".

 

 

 

 

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