Mercoledì 20 Marzo 2019
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Milano: in Duomo l'elemosina per l'eroina, fantasmi pendolari fino al Bosco di Rogoredo

PDF Stampa
Condividi

di Gianni Santucci

 

Corriere della Sera, 8 gennaio 2019

 

Ogni giorno dal bosco della droga al centro di Milano si procurano le dosi chiedendo la carità ai passanti. I clan hanno creato la micro quantità, "il punto di nera", che costa 5 euro.

Salgono per scollettare. Sono otto fermate. Dodici minuti di metropolitana. Sotterraneo collegamento tra due città. La risalita laggiù, a Rogoredo, è confine della metropoli senza più abitazioni e l'eroina che si compra nel bosco. La superficie al ritorno, fermata "Duomo", è centro illuminato e popolato di Milano, dove attendere granelli di ricchezza, carità fatta di monetine: ed è come se i clan della droga si fossero adattati, perché chi ha allestito la più grossa piazza di spaccio del Nord Italia ha brevettato la micro dose, il punto di nera, al costo di 5 euro, eroina che s'acquista con gli spiccioli.

Per quegli spiccioli A., romeno, 18 anni appena compiuti, passa ore a terra su un cartone abbracciato al suo cane. F., ucraino, quasi 30 anni, ha lasciato un pupazzo piccolo di Babbo Natale nella scatola di cartone per l'elemosina, ma alle 5 di ieri pomeriggio dondolava avvolto in una coperta chiara e perso nella nebbia dello stupefacente, fin quasi a cadere dai suoi tre cuscini. C., ragazza col cane, sui 30 anni anche lei, piange per ore e le sue lacrime toccano la commozione continua dei passanti che le lasciano qualche moneta.

Si sistemano tra i portici di piazza del Duomo, le colonne davanti ai grandi magazzini e le vetrine di corso Vittorio Emanuele, fino a San Babila: e sono ormai una piccola popolazione pendolare, un centinaio di uomini e donne, dai 18 ai 50 anni, in centro per scollettare (e spesso dormire), in periferia per comprare (e bucarsi). Sequenza continua di andate e ritorni. Ormai nella questua del centro di Milano il gruppo maggiore è quello, i tossici di Rogoredo.

I segnali della strada Le grandi piazze metropolitane restano i luoghi in cui sperare nella carità di passaggio. Intorno al Duomo l'hanno fatto per anni uomini dell'Est con gravi infermità fisiche (erano sfruttati e controllati, negli ultimi tempi si vedono meno). Ci sono gli alcolizzati gravi. Un gruppo più piccolo di persone con problemi psichiatrici.

Negli ultimi tre, quattro anni sono aumentati i tossicodipendenti. Fermarsi a guardare chi chiede l'elemosina è anche una chiave per leggere le trasformazioni della città, e dunque oggi la ripresa dei consumi di eroina, pur se lo smercio e il consumo si sono spostati oltre le periferie, arriva a mostrare segnali nei paraggi della cattedrale. Per capire quei segnali bisogna fermarsi qualche minuto a parlare (o provare a farlo) con la donna sudamericana che si sistema all'incrocio con via Agnello, e alla tossicodipendenza somma l'alcolismo e una deriva psichiatrica che la rende spesso e d'improvviso aggressiva.

O col ragazzino che sta abbracciato al suo cane, che condivide col suo amico di strada, un uomo molto più grande di lui e con la stessa dipendenza. Dice: "Qui posso fare anche 150 euro in un giorno". I segni dell'eroina sono profondi. Il corpo emaciato, pallido; gli occhi vaghi; piccoli ematomi che punteggiano le mani. C. è italiano, vicino ai 50, e racconta che faceva l'autotrasportatore, ma che per due volte gli hanno sequestrato il camion, e "a quel punto non c'è l'ho fatta più a tirare avanti, avevo avuto problemi in passato con la roba e ci sono rientrato, ma stavolta la linea l'ho passata per sempre".

La sopravvivenza Vivere in strada è segno di tossicodipendenza allo stadio più avanzato, e a Milano ormai si sono formati piccoli gruppi di queste persone: ragazzi e ragazze che passano quasi tutta la giornata alla stazione di Rogoredo, come una sorta di "zoo di Berlino"; altri che vivono in stabili dismessi; infine le persone del Duomo.

C'è un tratto comune: uomini e donne, soprattutto i più giovani, che non vengono intercettati (o rifiutano, o comunque non hanno contatti) con i servizi di assistenza. Solo nel centro città sono tre o quattro le associazioni che portano cibo e vestiti; l'elemosina paga la droga: e così il filo che unisce queste esistenze in strada non si spezza. La vicesindaco e assessore alla Sicurezza di Milano, Anna Scavuzzo, riflette: "La progressiva diminuzione dei costi dell'eroina fa sì che siano sufficienti pochi euro per poter acquistare una dose, talvolta proprio quelli raccolti con la questua".

Quei ragazzi spesso non si notano tra la folla, ma sono lì, tra il Duomo e il Comune: "Stringe il cuore vedere persone, spesso molto giovani, chiedere l'elemosina in condizioni fisiche così compromesse - continua la vicesindaco - sapendo che poi useranno anche gli spiccioli per l'acquisto di droga. È una situazione complessa e richiede anche interventi che raggiungano questi giovani per tentare in ogni modo di inserirli in percorsi di recupero".

L'equilibrio sottile Molti negozi del centro si lamentano ogni giorno, perché hanno i "loro" mendicanti tossicodipendenti sempre davanti alle vetrine: ad avvicinarsi sono sempre gli agenti della Polizia locale (comando decentrato di Zona 1 e Unità antiabusivismo), è un lavoro complicato perché sta tutto in una mediazione, da una parte il "decoro urbano" e dall'altra l'assistenza all'emarginazione, un lavoro che si fa (quasi) tutto con le parole, dissuasione necessaria e comprensione del disastro umano. Un po' come nel caso della ragazza che piange per ore: lei stessa ha ammesso davanti agli agenti che il pianto è uno stratagemma per suscitare più pietà. Quei soldi li porta a Rogoredo per l'eroina. E tutti hanno pensato che motivi per piangere ne ha davvero.

 

 

 

06


06


06

 

 

 06

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it