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Milano: all'Ipm Beccaria, il "teatro misto" di universitari e detenuti

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di Elisabetta Andreis

 

Corriere della Sera, 1 dicembre 2018

 

Per la prima volta un'università, in questo caso la Statale, entra al carcere minorile Beccaria e forma una classe "mista". Mescola cioè i suoi studenti con i ragazzi detenuti. Risultato, dopo un mese di lezioni e di prove, uno spettacolo teatrale che va in scena stasera nel teatro del penitenziario.

"Recitiamo un vero e proprio processo, "Romeo Montecchi: Colpevole o innocente?", partendo dalla tragedia di Shakespeare dove l'innamorato di Giulietta, sedicenne, uccide Tebaldo per vendicare la morte del suo amico Mercuzio", spiegano Giuseppe Scutellà e Lisa Mazoni dell'associazione Puntozero. I ragazzi reclusi non sanno molto di giustizia minorile: "Per renderli più consapevoli, insieme a tre docenti della Statale (Lucio Carnaldo, Margaret Rose e Maria Cristina Cavecchi) abbiamo teatralizzato i vari passaggi giudiziari, ragionando sul concetto di riscatto e di colpa".

La colpa. A sentire queste parole, i ragazzi del Beccaria diventano improvvisamente silenziosi. "Intorno al giudizio degli altri è ruotata la mia vita finora - ammette uno di loro, sedicenne come Romeo. Continuano a dirmi che io non "coincido" con il reato che ho commesso, e che il reato esprime solo una parte di ciò che sono. Prima o poi me ne convincerò". Non sono parole leggere e nella tragedia di Shakespeare emergono in tutta la loro drammatica potenza.

Ad assorbirla sono anche gli studenti della Statale, per cui Io "stage" al Beccaria costituisce un credito formativo da inserire nel curriculum. Del resto i ragazzi "con la libertà parziale o nulla", come qualcuno di loro dice di sé, sono entrati precocemente nel mondo degli adulti: "Con il laboratorio recuperano esperienze tipiche dell'adolescenza. Il gioco, la fantasia la meraviglia", sottolineano ancora da Puntozero. Il sogno di tutti è aprire il teatro del penitenziario con un accesso diretto per il pubblico dei milanesi.

"A dicembre 2016 era stata inaugurata in pompa magna una grande porta bianca con una chiave dorata, preziosa, che pareva essere risolutiva. Ma dopo due giorni abbiamo saputo che per poterla utilizzare manca un'altra porta, quella dell'uscita di sicurezza", ricorda Scutellà.

Realizzarla costa 70 mila euro, con il crowdfunding su Produzionidalbasso (#sognounteatro) ne hanno raccolti 40 mila. "Coraggio - si dicono i ragazzi, che da poco hanno un nuovo direttore, Cosima Buccoliero - ne manca meno di metà, ce l'abbiamo fatta".

 

 

 



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