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Migranti e legittima difesa, è campagna sulla sicurezza

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di Manuela Perrone

 

Il Sole 24 Ore, 13 febbraio 2018

 

"Noi ribadiamo con forza che siamo orgogliosamente antifascisti e che questo Paese è orgogliosamente antifascista". A poche ore dalla manifestazione antifascista e antirazzista di Macerata, alla quale il Pd ha deciso di non partecipare per non esasperare un clima già rovente, Matteo Renzi ribadisce con forza la matrice "resistenziale" del suo Pd e ricorda che il partito sarà giovedì a Sant'Anna di Stazzema per la firma all'anagrafe antifascista.

L'occasione è una manifestazione elettorale nella sua Firenze assieme al ministro degli Interni Marco Minniti, che in questi mesi al Viminale è divenuto quasi il simbolo di una politica che tenta di coniugare il dovere dell'accoglienza con la fermezza contro l'immigrazione clandestina. "Sulla sicurezza e l'immigrazione la linea Minniti è la più solida e seria", è la benedizione di Renzi, che dice anche di non condividere le tesi più pro migranti dell'alleata Emma Bonino.

Da parte sua Minniti ribadisce: "Bisogna separare le questioni di immigrazione: sicurezza ed emergenza. Emergenza vuol dire mettere una toppa, rincorrere un problema. Un grande partito non parla mai né alla pancia né alle parti basse di un paese, parla al cuore e all'intelligenza".

E in serata il leader Pd torna a respingere le accuse di troppa "tiepidezza" nel condannare la tentata strage con motivazioni razziste da parte di Luca Traini a Macerata (Minniti definisce l'accaduto "rappresaglia aggravata dall'odio razziale"): "Perfino su Macerata qualcuno ha avuto il coraggio di dire che il problema è il Pd, quando a Macerata al Pd hanno sparato... - dice Renzi in tv, a Otto e mezzo - Dov'era il Pd? Il Pd era a Macerata col sindaco Carancini, con il ministro Minniti, con i suoi uomini, con Orlando che è andato a trovare i feriti. Ma il Pd era anche in quella sede presa di mira da una pallottola: perché il fascista (Traini, ndr) ha sparato a sei ragazzi di colore ma anche alla sede del Pd".

Insomma, Renzi non ci sta a finire sotto il fuoco incrociato delle accuse di scarso antifascismo da sinistra e di lassismo nella lotta ai clandestini da destra. Ma certo il tema migranti è percepito come scivolosissimo per il maggior partito di governo. Pericolosissimo e anti popolare, anche se i sondaggisti non sembrano avere registrato in queste ore impennate della Lega.

Matteo Salvini, ad ogni modo, continua a battere il ferro caldo e rilancia a tutto tondo sulla sicurezza: alla manifestazione contro il fascismo di Roma del 24 febbraio (stavolta il Pd ci sarà, assieme a Cgil e Anpi) il leader leghista ha già contrapposto una contro-manifestazione a Milano. E, saltando sull'ultimo caso di cronaca (quello del gioielliere napoletano che ha ucciso un ladro ed è indagato per omicidio colposo, ossia una sorta di eccesso di legittima difesa), ravviva anche l'annosa polemica sulla legittima difesa: "Se un ladro mi entra in casa alle tre di mattina uso il mattarello, soprattutto se ci sono i miei figli".

La sicurezza è un tema con il vento in poppa, evidentemente, se anche Silvio Berlusconi lo segue rispolverando una vecchia idea di Forza Italia. "Tutti i militari devono essere per le strade, ad aiutare il preziosissimo lavoro delle forze dell'ordine, nessuno deve rimanere nelle caserme - promette il leader azzurro.

Garantiremo la sicurezza rimettendo le persone delle forze dell'ordine anche nelle zone più difficili. Mettendo tutti i militari nelle strade". Insomma, il centrodestra - diviso su molti aspetti, dalla collocazione dell'Italia in Europa al destino della legge Fornero sulle pensioni - in queste ore trova non a caso la sua unità proprio sul tema della sicurezza. Quanto ai fatti di Macerata, ieri nell'inchiesta sulla morte di Pamela Mastropietro è emerso un quarto indagato: si tratta di un nigeriano.

 

 

 

 

 

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