Messina: all'Opg di Barcellona P.G. secondo suicidio in un mese, muore detenuto di 32 anni |
|
|
|
Gazzetta del Sud, 29 luglio 2012
L'ennesimo suicidio, il secondo in appena un mese, si è consumato in una cella comune, condivisa dalla vittima con altri internati. Il giovane si è suicidato con i suoi stessi calzini attorcigliati al collo come una corda. A compiere l'insano gesto Tommaso Pinto, 32 anni, di Altamura, in provincia di Bari che si trovava internato all'Opg di Barcellona dallo scorso mese di maggio per ordine della magistratura di Sorveglianza, i cui giudici continuano ad applicare misure di sicurezza nonostante i due pronunciamenti della Corte Costituzionale che impongono cure alternative alla detenzione di tipo carcerario offerta dagli Ospedali psichiatrici per i quali una legge del Parlamento prevede la chiusura entro il prossimo 31 marzo. Due suicidi nel solo mese di luglio, intervallati da un terzo decesso provocato dagli effetti letali del gas di una bomboletta da campeggio inalato da un internato tossicodipendente che voleva stordirsi trovando invece atroce morte per asfissia, sono il bilancio tragico dei ritardi della politica e delle Istituzioni sanitarie.
Scandalo carcere psichiatrico, a Barcellona un altro suicidio (La Repubblica)
L'internato si è tolto la vita impiccandosi. L'Opg siciliano è l'unico in Italia ancora alle dipendenze del ministero della Giustizia. La Regione non ha recepito la legge che lo assegna al ministero della Salute. Un altro suicidio al carcere psichiatrico di Barcellona Pozzo di Gotto. Questa volta è stato Tommaso Pinto, 32 anni, di Altamura, provincia di Bari, internato all'Opg siciliano dallo scorso mese di maggio. Tommaso Pinto ha utilizzato i suoi stessi calzini attorcigliandoli al collo e provocandosi così la morte per soffocamento mentre si trovava nella cella condivisa con altri internati. Solo lo scorso 2 luglio un altro detenuto si era impiccato alla finestra di una cella del complesso carcerario. L'Opg siciliano è l'unico Opg in Italia ancora alle dipendenze del Ministero della Giustizia, gli altri 5 sul territorio nazionale sono passati sotto la responsabilità del Ministero della Salute, grazie a una modifica della legge nazionale mai recepita dalla Regione Sicilia. La scorsa settimana la Commissiona d'inchiesta di Ignazio Marino è tornata a visitare le stanze dell'Opg di Barcellona. La precedente visita a sorpresa nel luglio del 2011 fece scandalo: la commissione trovò un internato legato ai letti di contenzione senza alcun indumento addosso. "È una situazione drammatica soprattutto per la carenza del personale di sorveglianza: la notte abbiamo a disposizione 6 agenti di polizia penitenziaria per 8 reparti", spiega il direttore del carcere psichiatrico di Barcellona, Nunziante Rosania. E continua: "I due suicidi non hanno nulla a che vedere tra loro, peraltro la vivibilità all'interno del carcere come ha potuto constatare Marino nei giorni scorsi è migliorata: gli internati sono adesso 240, erano più di 400. Ma sono situazioni di una certa complessità alle quali noi facciamo fatica a far fronte con i nostri mezzi: non solo la carenza della polizia penitenziaria, ma i due psicologi di cui mi avvalgo riescono a seguire i pazienti per un massimo di 5 ore al mese per ciascuno. Tommaso P. aveva una dipendenza legata all'alcol, sarebbe uscito a breve dal nostro carcere e sarebbe stato accolto da una comunità. Ipotesi per la quale aveva mostrato evidenti segni di rifiuto". Tommaso P. si trovava internato all'Opg di Barcellona dallo scorso mese di maggio per ordine della magistratura di Sorveglianza, i cui giudici continuano ad applicare misure di sicurezza nostante i due pronunciamenti della Corte Costituzionale che impongono cure alternative alla detenzione di tipo carcerario offerta dagli Ospedali psichiatrici per i quali una legge del Parlamento prevede la chiusura entro il prossimo 31 marzo. Due suicidi nel solo mese di luglio, intervallati da un terzo decesso provocato dagli effetti letali del gas di una bomboletta da campeggio inalato da un internato tossico dipendente che voleva stordirsi trovando invece atroce morte per asfissia, sono il bilancio tragico dei ritardi della politica e delle Istituzioni sanitarie.
|