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Liguria: detenuti al lavoro in coop sociali, progetto servizio civile regionale in area penale

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Ansa, 18 febbraio 2014

 

Mario ha 22 anni e per 6 mesi ha prestato servizio civile in esecuzione penale esterna alla Caritas Diocesana di Genova, Giovanni ne ha 25 e negli ultimi sei mesi ha lavorato al Consorzio sociale Agorà. Entrambi confessano di non aver mai pensato "di portare a termine qualcosa. Non vogliamo più tornare a fare le cose che facevamo prima".

Sono due delle testimonianze raccolte da Daniele Lago, curatore della ricerca "Inclusi-tu" sul progetto di servizio civile regionale nell'area penale, unico in Italia, che l'assessorato al welfare della Regione Liguria ha messo a punto e portato avanti per alcuni giovani seguiti dal Ministero della Giustizia. Il progetto, partito nel 2010, ha permesso a 44 ragazzi, dai 18 ai 28 anni, detenuti o in affidamento a strutture di svolgere alcune esperienze in associazioni, coop del terzo settore e pubbliche assistenze distribuiti sul territorio ligure.

L'iniziativa ha alternato interventi di formazione sulle attività da compiere e sui temi inerenti il servizio civile con una particolare attenzione alla gestione del conflitto e della non violenza. "L'ipotesi che sta alla base del percorso attivato nel 2010 - ha detto l'assessore regionale al welfare Lorena Rambaudi - è che operare in cooperative sociali, associazioni e enti di volontariato introduca elementi nuovi per la persona, in grado di innescare la trasformazione del proprio modo di percepirsi e percepire le proprie capacità, aumentando di conseguenza le possibilità di cambiamento".

Non ci sono dati al momento sui risultati circa eventuali recidive dei giovani coinvolti nel progetto, ma i volontari che li hanno affiancati hanno posto l'accento sulla loro voglia di riscatto. "C'è chi non ha mai smesso di credere nella possibilità di potersi riabilitare - ha detto Daniele Lago, curatore della ricerca - e per qualcuno, a distanza di un anno dalla fine dell'esperienza, le cose sono cambiate e il servizio civile ha rappresentato un'occasione di svolta. Tutti i ragazzi coinvolti comunque, pur sapendo che la strada sarà in salita, hanno la speranza di uscire dai problemi penali e di farcela senza ricadute e trovare un lavoro che permetta loro di essere autonomi".

 

 

 

 

 

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