Lettere: nessun pregiudizio contro ex carcerati… ma quanti incensurati non trovano lavoro? |
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www.targatocn.it, 7 aprile 2011
Un nostro lettore replica ad una lettera nella quale un cuneese lamenta che un suo amico pregiudicato da tempo non trova un impiego. “Egregio direttore, vorrei cortesemente fare qualche osservazione in merito alla lettera inviata dal signor Ferrero, il quale si lamenta per le difficoltà incontrate nel trovare un impiego ad un carcerato italiano, condannato a più di due anni di reclusione per un non meglio precisato reato. Fermo restando che a chiunque deve essere concessa una possibilità di riscatto, vorrei ricordare che, al di là del caso specifico, ci sono tantissimi cuneesi incensurati, spesso bravissimi ragazzi, magari anche diplomati o addirittura laureati, che stanno cercando affannosamente un lavoro senza trovarlo ed altri ancora, anche padri di famiglia, lo hanno perso o stanno per essere licenziati. Avere un precedente penale non deve precludere qualsiasi possibilità di reinserimento, ma non può neanche diventare quasi un titolo di merito, così come il colore della pelle a prescindere dalla voglia di lavorare non può assolutamente essere a priori il criterio di valutazione delle persone assunte in tanti nostri stabilimenti. Ci sono fannulloni italiani e fannulloni extracomunitari così come ci sono tanti bravissimi lavoratori di tutte le nazionalità. Nel momento in cui si chiede di accantonare un preconcetto nei confronti di un detenuto non si può cadere nell’estremo opposto, quello cioè di un pregiudizio razziale in base al quale ad esempio il pluriripetente figlio di Bossi (facile fare l’opposizione stando al governo) sarebbe comunque migliore di un suo coetaneo meno fortunato non figlio del dio Po e neanche figlio di papà... sarà per questo che ha meritato un’ottima sistemazione mentre tanti altri stentano a trovare un qualsiasi impiego?”.
Corrado Beccacini
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