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La trappola del pensiero liofilizzato

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di Glauco Giostra

 

La Lettura - Corriere della Sera, 12 febbraio 2019

 

La politica si è ridotta a espedienti retorici da tour operator. La democrazia, che pure è il migliore dei sistemi di governo sinora sperimentati, è un "organismo" politico affetto da una severa "malattia autoimmune": affida le sue funzioni vitali a chi ottiene più consensi; ma coloro che sanno procacciarsi il consenso spesso non sono i migliori e i migliori spesso non sanno procacciarsi il consenso. Le doti congeniali per convincere non sono le stesse necessarie per governare la cosa pubblica: raramente coabitano nella stessa persona.

Un tour operator specializzato in crociere di norma non ha anche la perizia di un comandante di nave: un conto è saper intuire le esigenze dei potenziali viaggiatori per indurli a imbarcarsi, un conto è avere le capacità necessarie per condurre il bastimento conoscendone le caratteristiche tecniche, le potenzialità e i limiti.

Riuscire a cogliere i bisogni e le speranze dei possibili passeggeri, promettere sistemazioni di prima classe, favoleggiare di intrattenimenti e comfort di impareggiabile livello, garantire una sicurezza senza confronti, magnificare i luoghi di approdo, presuppone determinate capacità; governare la nave evitando pericoli, interpretare con perizia le carte nautiche, assicurare a tutti un viaggio più che dignitoso e sicuro, conoscere le rotte e gli attracchi migliori, implica tutt'altre competenze.

È sempre stato così, ma gli attuali strumenti della comunicazione, in particolare i social media, sembrano fatti apposta per esaltare quelle capacità e svalutare queste competenze. Sono veicoli angusti di rapidissima e capillare diffusività, particolarmente adatti a trasmettere slogan, invettive, dileggi, mirabolanti promesse, affermazioni stentoree, ma del tutto inidonei a ospitare un ragionamento. Tali strumenti rendono oggi irresistibilmente efficaci vecchissime strategie retoriche, studiate per ottenere ragione anche quando non la si ha. Basta ricordarne alcune. L'argumentum ad hominem (contro l'uomo): attacco non pertinente e malevolo alla persona dell'avversario per distogliere l'attenzione dalle solide ragioni della critica subita (è un ubriacone; è ora che vada in pensione; è un sindaco incapace; è di parte; si candidi se vuol giudicarmi). L'argumentum ad baculum (del bastone): tono intimidatorio nei confronti di chi si ostina a non cambiare idea, minacciando gravi conseguenze (il licenziamento; l'impeachment; il blocco di investimenti pubblicitari, di fondi o di finanziamenti; la "fine della pacchia"). L'argumentum ad populum (l'appello al popolo o alla maggioranza): affermazione fondata non su argomenti, ma sul fatto che è condivisa dal popolo.

Affermazione, peraltro, quasi sempre espressa con un linguaggio emotivamente carico per suscitare tale condivisione (con questa mia idea difendo i cittadini e non retrocedo di un millimetro; con tale provvedimento abolirò la povertà; la difesa è sempre legittima; non permetto all'Europa di mettere le mani nelle tasche degli italiani). In un dibattito ridotto al frastornante brulicare di temi liofilizzati in hashtag e di pensieri sincopati, la battuta efficace conta più di un discorso documentato; la promessa dell'impossibile più del progetto realistico; le soluzioni manichee più della disamina dei pro e dei contro; il fiuto del tour operator molto più delle competenze del comandante.

Certo, una volta sulla plancia del transatlantico, il tour operator non tarda poi a incontrare gravi difficoltà, ma almeno per un tratto, la cui lunghezza dipende dalla sua capacità di attribuirne la responsabilità a fattori esterni (alle onde anomale sollevate dagli altri bastimenti, alle carte nautiche poco precise; alle inadeguatezze tecniche della nave dovute all'armatore; al comandante precedente; ad alcuni indesiderati passeggeri; al disfattismo di altri...), la nave va, pur seguendo rotte spesso rovinose.

Quando il divario tra la realtà e la sua narrazione non è più dissimulabile, si torna a scegliere, sempreché la situazione sia ancora reversibile, un altro comandante. Talvolta, purtroppo, con gli stessi criteri. Infatti, non si riesce quasi mai a far tesoro dell'esperienza pregressa. Forse anche perché, spiegava Mark Twain, "è molto più facile ingannare la gente, piuttosto che convincerla che è stata ingannata". Per questa "malattia democratica", dunque, non ci sono antidoti risolutivi. Esistono, tuttavia, precondizioni per una seria riduzione del danno.

Affinché il popolo abbia gli strumenti per togliere la maschera alle bugiarde parole dell'imbonitore di turno ci sarebbe bisogno, da un lato, di una informazione libera e plurale; dall'altro, di più istruzione e di più cultura: per questo la politica dei tour operator divenuti comandanti, con astuta lungimiranza, in genere osteggia la prima e mortifica le seconde.

 

 

 

 

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