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La Spezia: trovato morto nella sua cella, la procura apre un'inchiesta

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di Corrado Ricci

 

La Nazione, 9 aprile 2019

 

Il detenuto, 28 anni, era solo, steso sul letto in stato soporoso: vani i tentativi di rianimazione. All'appello del personale sanitario per la consegna dei tranquillanti funzionali a prendere sonno non ha risposto. Steso sul letto della cella, russava profondamente. È stato scrollato, ma non si è destato. Un'anomalia che ha indotto l'infermiere ad approntare il suo trasferimento nella sala medica della casa circondariale, a procedere lì ai tentativi di rianimazione e ad allertare il 118. Quando i sanitari dell'Asl sono arrivati, non hanno potuto fare altro che constatare l'arresto cardiaco.

È spirato così, nel sonno, un detenuto di 28 anni, Gianluca Elmekki, nato a Torino da genitori di origine magrebina. Nessuna traccia esterna riconducibile ad una morte violenta. Ma una morte misteriosa. Per risalire alle cause il pm di turno Maria Pia Simonetti ha disposto l'autopsia. Nessun indagato e nessuna ipotesi di reato. Solo un fascicolo aperto nella forma degli atti relativi.

Quel che è certo è che il detenuto non aveva compagni di cella: era solo a scontare un fine pena per rapina. Per tornare il libertà doveva attendere ancora due anni. "Una morte assurda, sulla quale vogliamo sia fatta piena luce" dicono i familiari che, in un primo momento, avevano ipotizzato una colluttazione. Niente di tutto questo.

Ma uno stato soporoso, riscontrato dai primi soccorritori, che potrebbe essere conseguenza di un abuso di farmaci o di sostanze stupefacenti. Ma in ordine a questa eventualità, e all'ipotesi di un fornitore occulto, non c'è alcun riscontro. Di qui, per fare chiarezza sul primo elemento capace di orientare le indagini in una direzione o nell'altra o ad archiviare il fascicolo per morte naturale, l'accertamento medico legale disposto dalla procura.

Gianluca Elmekki era giunto alla Spezia da alcune settimane, proveniente dal carcere di Novara. Nel suo passato, la consumazioni di reati contro il patrimonio e contro la persona. I fatti contestati erano avvenuti in Piemonte. L'ultimo per il quale doveva scontare la pena ad una rapina ad un passante, in una via di Torino.

 

 

 

 

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