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La sfida dell'eguaglianza per cambiare il paese

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di Carlo Cottarelli

 

Il Mattino, 3 luglio 2018

 

Non ho mai fatto politica e non credo sia nelle mie corde. Ma da cittadino vorrei un movimento politico basato su una semplice idea: quella dell'uguaglianza nelle opportunità. L'idea dell'uguaglianza nelle opportunità non è nuova, ma nel nostro panorama politico non è certo in voga. Altri sono i messaggi. Per la Lega il messaggio è: prima gli italiani.

È il messaggio di tutti i movimenti nazionalisti: la nazione, nel suo complesso, costituisce una comunità più omogenea di quello che sta fuori confine. È un messaggio chiaro. Per i 5 stelle il messaggio è: prima vieni tu, il cittadino comune che ha diritti e li esprime per democrazia diretta. Anche questo è un messaggio chiaro. I messaggi del Pd e di Forza Italia alle scorse elezioni erano poco chiari. E Pd e Forza Italia ne sono usciti sconfitti.

Non esiste in Italia un movimento che ponga l'uguaglianza nelle opportunità al centro del proprio messaggio politico. Eppure tale uguaglianza è una potente fonte per l'azione politica. Da essa conseguono tante altre cose. A livello individuale uguaglianza nelle opportunità significa che tutti, qual che sia la condizione sociale in cui nascono, devono avere le stesse possibilità. Non è l'uguaglianza nei punti d'arrivo che conta.

È quella nei punti di partenza. Uguaglianza nelle opportunità significa lasciar spazio al merito. Uguaglianza nelle opportunità per le imprese vuole dire un level playing field, una parità di condizioni che consenta alla concorrenza di stimolare l'efficienza economica. Vuol dire ostacolare la formazione di monopoli. Vuol dire far vincere le imprese migliori non quelle che partono avvantaggiate.

L'uguaglianza nelle opportunità definisce e limita il ruolo dello Stato, ma non significa uno Stato assente. Significa uno Stato che favorisce tale uguaglianza, per esempio attraverso una scuola pubblica che consenta la formazione di un capitale umano a tutti, anche a chi proviene da ambienti svantaggiati, una scuola che funzioni bene al Sud, al Centro, al Nord, una scuola che porti via i ragazzi dalle strade per avviarli a una vita professionale proficua. Uguaglianza nelle opportunità vuol dire, in generale, una pubblica amministrazione che funziona nello stesso modo in tutto il Paese.

Uguaglianza nelle opportunità significa lotta alla corruzione perché devono vincere le imprese migliori non quelle che corrompono. E non c'è modo migliore di combattere la corruzione che semplificare l'apparato burocratico perché la corruzione e l'inefficienza si nutrono di eccessi di regole. Occorre uno Stato snello con poche regole, ma regole che vengano rispettate. Uguaglianza nelle opportunità non giustifica invece uno Stato che faccia concorrenza al privato perché lo Stato non sarebbe un concorrente alla pari con gli altri. Ricordiamoci in proposito le 10.000 società partecipate che esistono ancora in Italia.

Uguaglianza nelle opportunità significa aiutare chi è disabile e una lotta serrata a chi abusa degli aiuti che dovrebbero andare solo a chi ne ha bisogno. Uguaglianza nelle opportunità vuol dire lotta all'assistenzialismo. Vuol dire avere non un reddito di cittadinanza ma un'opportunità di cittadinanza. Il messaggio centrato sull'uguaglianza nelle opportunità è di grande attualità in un mondo in cui l'ascensore sociale ha smesso di funzionare, in cui in Italia come all'estero chi è nato povero resta povero.

Tale messaggio lascia spazio anche a elementi di solidarietà: ridistribuire il reddito attraverso la tassazione non è incoerente col principio dell'uguaglianza nelle opportunità. Nella vita vince chi è più bravo, ma anche chi è più fortunato. Ridistribuire ai meno fortunati non è quindi incompatibile col premio del merito, purché tale ridistribuzione non si eccessiva e non scoraggi l'attività economica. Insomma, l'idea è potente.

Chi vuole portarla avanti? La rifondazione del Pd sembra partire dalla ricerca di un leader, ma non dovrebbe partire dalla ricerca di un'idea? E su quale idea la parte non leghista del centrodestra intende rifondarsi? Ho fatto una proposta. Spero che qualcuno mi ascolti.

 

 

 

 

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