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La "nuova" legittima difesa passa ancora dal giudice

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di Alessandro Galimberti

 

Il Sole 24 Ore, 8 marzo 2019

 

Dopo l'approvazione alla Camera di mercoledì scorso, le modifiche al codice penale in materia di legittima difesa sono da considerare sostanzialmente definitive: l'ulteriore passaggio al Senato sarà solo per la rettifica della copertura finanziaria della difesa dell'aggredito, che nella nuova formulazione passa in carico allo Stato (articolo 8 del progetto di legge A.C. 1309-A).

A uscire parzialmente ridisegnata è la legittima difesa domiciliare - cioè la combinazione tra l'articolo 614 del codice penale e l'articolo 52, già interessati dalla riforma del 2006 - grazie a un maquillage semantico sul "rapporto di proporzionalità tra la difesa e l'offesa" che sarà "sempre" sussistente. Tuttavia la norma deve essere letta in continuità con il suo seguito (rimasto immutato) che prevede la necessità, per l'uso di "un 'arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo" di difendere "la propria o la altrui incolumità oppure i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d'aggressione".

Pertanto il vaglio di un giudice sarà ancora inevitabile sui tre punti nevralgici della proporzionalità della difesa "aggressiva": 1) la difesa della propria o altrui incolumità 2) oppure dei beni propri o altrui 3) la mancata desistenza dell'azione criminale (per esempio la fuga) e la contemporanea permanenza del pericolo di aggressione. Verificati questi presupposti, il pm - archiviando in fase di indagine preliminare - o il giudice in fase di udienza dovranno riconoscere "sempre" la proporzionalità nell'uso di un'arma a fini di difesa.

A tale proposito, in particolare sul bilanciamento dei beni giuridici in questione, la giurisprudenza di Cassazione ha da tempo assodato che i "beni" oggetto di aggressione individuati dall'articolo 52 (e che giustificano la reazione violenta) sono la vita e l'incolumità delle persone presenti nel domicilio: anche se non citati espressamente nella norma, il riferimento si trova nei lavori preparatori della legge 59/2006. Quanto al bilanciamento tra beni (diritti) dell'aggredito e dell'aggressore, la stessa dottrina ha più volte ammesso un disallineamento, nel senso che l'uccisione di un assalitore può essere legittima come reazione a un tentativo/minaccia di violenza sessuale.

A proposito di violazione di domicilio (da intendere in senso allargato, anche ufficio, azienda, negozio) la difesa sarà "sempre" legittima se posta in essere per respingere un'intrusione violenta, o con minaccia o uso di armi o altri mezzi di coazione fisica. Anche questi presupposti dovranno essere vagliati dal magistrato inquirente e, nel caso di esercizio dell'azione penale, dal giudice preliminare o dibattimentale. L'"eccesso colposo" viene neutralizzato se chi ha esagerato nella difesa domiciliare lo ha fatto per il "grave turbamento" provocatogli dal pericolo in atto.

La fase di valutazione giudiziale della legittima difesa, che quindi non è nè potrebbe essere rimossa dalla legge in esame, vede un aggiustamento solo nel capitolo delle spese: l'indagato per eccesso colposo sarà difeso a spese dello Stato se la sua azione sarà valutata come "legittima", quindi con archiviazione, sentenza di non luogo a procedere o di proscioglimento. La variazione di bilancio calcolata dagli uffici legislativi, e per la quale si è reso necessario il nuovo passaggio al Senato, è di circa 600 mila euro per il 2019 e di 456 mila euro a regime per gli anni successivi.

Modifiche anche alla legittima difesa del codice civile (articolo 2044), nel senso che verrà esclusa ogni responsabilità patrimoniale nel caso di reazione (legittima) all'intrusione domiciliare, mentre se l'aggredito cadesse nell'"eccesso colposo" (articolo 55 del codice penale) all'aggressore-danneggiato sarà dovuta un'indennità (e non un risarcimento) la cui misura è "rimessa all'equo apprezzamento del giudice" che terrà conto della gravità, delle modalità realizzative e del contributo causale della condotta posta in essere dal danneggiato". Coerente con il ridisegno della sicurezza domiciliare è infine l'innalzamento delle pene, sia minime sia massime, per tutti i delitti predatori, compresa la rapina e lo scippo violento.

 

 

 

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