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La censura corre veloce sul web

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di Luigi Chiarello

 

Italia Oggi, 5 febbraio 2019

 

Oggi, entro 24 ore, le grandi società informatiche riescono a valutare l'89% dei contenuti segnalati come xenofobi, razzisti o generatori d'odio. Ed entro le stesse ore ne rimuovono il 72%. Nel 2016 le due percentuali erano, rispettivamente, al 40% e al 28 %.

Le censure scattano sulla base di un Codice di condotta Ue, stilato dalla commissione europea in accordo con le multinazionali del settore, sempre nel 2016. La misurazione del suo funzionamento è stata fatta attraverso una valutazione, la quarta ne suo genere, i cui risultati sono stati diffusi ieri.

E sempre ieri, alle società informatiche che avevano aderito al codice deontologico e, poi, alle misurazioni - Facebook, Microsoft, Ttvitter, YouTube, poi, nel 2018, Google+, Instagram, Snapchat e Dailymotion - si è aggiunta la piattaforma francese di giochi online Webedia. Nonostante le performance in crescita, dice la commissione Ue, le multinazionali del web "devono migliorare nei feedback agli utenti a garanzia di una maggior trasparenza su notifiche e cancellazioni effettuate".

Il quadro normativo. L'azione della commissione Ue prende le mosse dalla decisione quadro sulla lotta contro il razzismo e la xenofobia (n. 2008/913/Gai), che qualifica come reato l'istigazione pubblica alla violenza o all'odio nei confronti di un gruppo di persone, o di un suo membro, in base alla razza, al colore, alla religione, all'ascendenza, all'origine nazionale o etnica. Istigazione che, dice la decisione, "costituisce reato anche quando avviene online".

Nel maggio 2016, per far fronte al proliferare dell'incitamento all'odio online, Bruxelles e quattro colossi del web (Facebook, Microsoft, Twitter e YouTube) hanno presentato il "Codice di condotta per contrastare l'illecito incitamento all'odio online".

Il 7 dicembre successivo la commissione ha presentato i risultati della prima valutazione sull'attuazione del Codice; poi, ne ha condotti altri due. Il 28 settembre 2017, l'esecutivo Ue ha adottato una comunicazione con linee guida alle piattaforme on line, sulle procedure di contrasto ai contenuti illegali. Infine, il 1° marzo 2018, ha pubblicato una raccomandazione sulle misure per contrastare efficacemente i contenuti illegali via web.

 

 

 



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