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Sovraffollamento: Cartabia ripete che il problema è grave, ma nulla cambia PDF Stampa
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di Viviana Lanza


Il Riformista, 21 gennaio 2022

 

Il sovraffollamento ha raggiunto numeri allarmanti. A Poggioreale si sono superati i 2.200 detenuti, in Campania la popolazione detenuta sfiora le sette mila persone. Che il numero di detenuti rinchiusi in strutture inadeguate sia eccessivamente e preoccupante alto lo ha ammesso anche la ministra della Giustizia Marta Cartabia.

"Il primo e più grave tra tutti i problemi continua ad essere il sovraffollamento: ad oggi su 50.832 posti regolamentari, di cui 47.418 effettivi, i detenuti sono 54.329, con una percentuale di sovraffollamento del 114%", ha affermato elencando i dati a livello nazionale. "È una condizione che esaspera i rapporti tra detenuti e rende assai più gravoso il lavoro degli operatori penitenziari, a partire da quello della polizia penitenziaria, troppo spesso vittima di aggressioni. Sovraffollamento significa maggiore difficoltà a garantire la sicurezza e significa maggiore fatica a proporre attività che consentano alla pena di favorire percorsi di recupero".

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Salute, relazioni, autostima: l'impatto del lavoro in carcere PDF Stampa
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redattoresociale.it, 21 gennaio 2022


I risultati di uno studio realizzato negli istituti penitenziari di Torino, Padova e Siracusa: coinvolti oltre 300 detenuti, tra chi non lavora e chi lavora per cooperative e amministrazione penitenziaria.

Un'indagine per valutare l'impatto sociale del lavoro in carcere: l'hanno realizzato negli istituti penitenziari di Torino, Padova e Siracusa la Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Con Il Sud, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e Fondazione Zancan, con il patrocinio del Ministero della Giustizia. Oggi, nel corso di un convegno, la presentazione dei risultati dello studio che ha tenuto conto di quattro aree specifiche (organico-funzionale, cognitivo-comportamentale, socio ambientale e relazionale, valoriale e spirituale) e coinvolto oltre 300 detenuti nei tre istituti penitenziari, circa un terzo dei quali lavoratori alle dipendenze di cooperative, un terzo lavoranti alle dipendenze dell'Amministrazione Penitenziaria (A.P.), un terzo non lavoranti. Dopo circa un anno, quasi l'80% (262) delle persone convolte ha nuovamente risposto alle domande degli osservatori.

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Quegli scafisti, vittime dei trafficanti, che finiscono in carcere al 4 bis PDF Stampa
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di Damiano Aliprandi

 

Il Dubbio, 21 gennaio 2022

 

Sono migranti che guidano piccoli gommoni. Arrestati in Italia con l'accusa di "favorire l'immigrazione clandestina", considerati al pari della criminalità organizzata e sottoposti al regime ostativo. Vengono considerati pericolosissimi, favoreggiatori dell'immigrazione clandestina e al pari della criminalità organizzata. Tanto che nei loro confronti, soprattutto da parte dei pubblici ministeri siciliani, si usa un duro approccio antimafia.

D'altronde i loro reati rientrano nel 4 bis dell'ordinamento penitenziario, ovvero quelli ostativi ai benefici. Parliamo dei cosiddetti "scafisti", coloro che conducono l'imbarcazione carica di migranti con cui ha attraversato il Mediterraneo. Spesso questi presunti scafisti sono in realtà persone normali, non appartenenti a nessuna organizzazione, ma che sono state costrette a guidare una barca dai veri trafficanti. Eppure finiscono in carcere, in regime ostativo.

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Grimaldi (ispettore cappellani): non si può più accettare violenza, disagi e sovraffollamento PDF Stampa
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agensir.it, 21 gennaio 2022


"Il carcere non può essere solo un serbatoio di uomini colpevoli di reati. I luoghi di pena devono essere visti come 'ospedali da campo' per sanare le ferite, offrendo ai ristretti percorsi riabilitativi attraverso le molteplici attività, culturali artistiche e lavorative, per liberarli dall'ozio e dai pericoli di autolesionismo e dai suicidi". Lo ha affermato l'ispettore dei cappellani delle carceri d'Italia, don Raffaele Grimaldi, facendo riferimento alla relazione della ministra della Giustizia Marta Cartabia, che ha messo in luce, sul mondo del carcere, "questioni irrisolte da lungo tempo". "Disagi tante volte da noi stessi denunciati - ricorda don Grimaldi -. La violenza nelle carceri, tra le mura dei nostri istituti, è da condannare, non si può più accettare che uomini e donne siano zittiti con azioni di assurde violenza". C'è poi il "gravoso problema del sovraffollamento" e le "pessime condizioni di molte case di reclusione". "Perciò - afferma l'ispettore dei cappellani -, nel rispetto della dignità della persona, non dobbiamo tacere quando in molti istituti non sono garantiti l'igiene e il decoro delle strutture come ha ricordato il Papa il 14 settembre all'udienza per i cappellani delle carceri, la polizia, il personale penitenziario e i volontari".

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Il Parlamento promuove la Cartabia ma chiede la riforma del Csm PDF Stampa
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di Angela Stella


Il Riformista, 21 gennaio 2022

 

Il Parlamento ieri ha promosso la relazione annuale della Ministra della Giustizia Marta Cartabia, auspicando però che si faccia in fretta sul tema delle carceri e sul Consiglio Superiore della Magistratura. Come ha detto l'onorevole Walter Verini (Partito Democratico): "La riforma del Csm è necessaria e urgente per contribuire a quella "rigenerazione" della Magistratura. A nostro giudizio la guida del Presidente della Repubblica è stata un riferimento puntuale e unificante, così come lo è stato il mandato svolto quotidianamente dal Vicepresidente Ermini, che ha guidato in mezzo alla tempesta il Consiglio tenendo come riferimento la sua autonomia e la Costituzione. Ora si deve voltare pagina. Auspichiamo che gli emendamenti sottoposti alla valutazione politico-istituzionale del Consiglio dei Ministri arrivino quanto prima in Commissione"; e sul contrasto con il Consiglio di Stato ha rilanciato l'idea di Luciano Violante: "La costituzione di una sorta di "Alta Corte" che definisca le questioni disciplinari ed i ricorsi che riguardano tutte le Magistrature, anche quella amministrativa".

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