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Israele: detenuti Hamas in sciopero della fame contro inasprimento condizioni detentive

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Agi, 28 giugno 2011

Detenuti di Hamas in Israele hanno attuato lo sciopero della fame per denunciare l’inasprimento delle condizioni di detenzione deciso dalle autorità israeliane, come misura di ritorsione per il sequestro del soldato Gilad Shalit a Gaza.
L’appello allo sciopero della fame è stato lanciato all’indomani della sistemazione in celle di isolamento di sette dirigenti del movimento fondamentalista detenuti in Israele, ha dichiarato Issa Qaraqe, il ministro dell’Autorità palestinese incaricato del dossier dei prigionieri. Qaraqe non è stato in grado di precisare quanti fra i 2.800 membri di Hamas in carcere abbiano aderito a questo movimento di protesta.
A Gaza, territorio controllato da Hamas, circa 500 simpatizzanti hanno manifestato per esprimere il loro sostegno allo sciopero della fame dei detenuti. In un comunicato, l’Autorità nazionale palestinese a Ramallah (Cisgiordania) ha ritenuto che “la decisione israeliana di inasprire le condizioni di detenzione dei prigionieri palestinesi rappresenti una violazione dei diritti dell’uomo e delle convenzioni internazionali sui diritti dei prigionieri di guerra”.
Il comunicato ha in particolare evidenziato che più di trenta detenuti palestinesi sono rinchiusi attualmente in celle di isolamento, sei dei quali da almeno cinque anni. Sotto pressione della sua opinione pubblica, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha deciso la settimana scorsa di inasprire “le condizioni di detenzione dei terroristi nelle carceri”.
La “festa è finita”, ha aggiunto, ordinando che in particolare che i detenuti palestinesi non possano più iscriversi nelle università. Israele ha celebrato questo fine settimana il quinto anniversario del sequestro del sergente Shalit, 24 anni, rapito al confine della striscia di Gaza da un commando di tre gruppi armati palestinesi. Da allora, il giovane soldato è detenuto in segreto, senza aver mai ricevuto visite della Croce Rossa.

 

 

 


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